A Parma, il “Centro Servizi Sidoli” rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza alle persone con Alzheimer: è l’unico Nucleo Residenziale Alzheimer certificato della città, dispone di 18 posti convenzionati con il Comune e accoglie in carattere di temporaneità persone con disturbi comportamentali legati alla malattia, offrendo un percorso di circa 5-6 mesi con un approccio che intreccia terapie non farmacologiche, stimolazione multisensoriale, attività occupazionali e un forte sostegno alle famiglie.
Ne parliamo con Veronica Cagnolati, coordinatrice del Nucleo, e con Veronica Gardoni, psicologa responsabile dei progetti rivolti a pazienti e caregiver.
Qual è la filosofia che guida il vostro lavoro con i pazienti e con i loro familiari?
Crediamo che prendersi cura significhi non fermarsi al paziente ma accompagnare tutto il nucleo familiare. Ogni giorno portiamo avanti attività occupazionali e di stimolazione multisensoriale, laboratori creativi e momenti di relazione che mantengono vive le capacità residue delle persone e permettono una valorizzazione della loro unicità. Allo stesso tempo, ci preoccupiamo di creare un ambiente che accolga anche i familiari, sostenendoli nel loro percorso.
Come si concretizza questo sostegno alle famiglie?
Attraverso progetti mirati. I Caffè Alzheimer ad esempio sono spazi di incontro e condivisione tra famiglie, operatori ed esperti, pensati per sciogliere paure e dubbi, e allo stesso tempo per creare una rete di mutuo aiuto. A questo si aggiungono i colloqui psicologici individuali, che accolgono le fatiche emotive di ciascun familiare. Non ci limitiamo a dare risposte pratiche: cerchiamo di accompagnarli in un percorso che spesso è segnato da senso di colpa, paura, resistenza o, al contrario, da consapevolezza e da apertura nel voler capire come relazionarsi con il proprio caro con modalità più adatte alla malattia.
Che tipo di vissuti portano le famiglie quando arrivano al centro?
Molti arrivano stremati, sia psicologicamente che fisicamente. C’è chi non dorme più né di giorno né di notte per seguire il proprio caro, chi si sente in colpa per aver deciso di affidarlo a una struttura, chi si sente smarrito perché non conosce la malattia e chi ha paura che qui non riceverà la stessa attenzione che avrebbe avuto a casa. Il nostro compito è accogliere la storia di ogni famiglia senza giudizio, mettendoci in ascolto, con rispetto, delle loro dinamiche relazionali, delle loro emozioni e dei loro bisogni.
Qual è allora il vero valore aggiunto del Nucleo Alzheimer dedicato alle demenze rispetto ad altri servizi?
Sta nell’attenzione globale e personalizzata. Non guardiamo solo ai sintomi, ma alla persona nella sua interezza e alla rete familiare che la circonda. Le nostre terapie non farmacologiche, i laboratori quotidiani, i progetti per i caregiver e i momenti di confronto come i Caffè Alzheimer sono strumenti che rafforzano la qualità del percorso. In più, siamo gli unici a Parma ad avere una Snoezelen Room, ovvero una stanza multisensoriale, dove il paziente, può rilassarsi ed esprimere la propria soggettività interagendo liberamente con gli stimoli presenti (luci, suoni, profumi, colori e oggetti da manipolare). È un luogo dove viene dato valore alla parola e al desiderio del paziente, ma anche un simbolo del nostro approccio innovativo e umano.
Francesca Riggillo