Si è tenuta il 5 marzo, all’Asilo Nido di Bedonia, la conferenza stampa durante la quale il sindaco Gianpaolo Serpagli ha presentato all’assessora regionale Isabella Conti (Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola) il progetto “Infanzia 365”: un modello educativo integrato che il Comune ha costruito negli ultimi anni per rispondere a una delle sfide più urgenti dei territori montani, ovvero la permanenza delle famiglie.
Il progetto garantisce l’apertura continuativa dei servizi per dodici mesi l’anno, con orario esteso dalle 7.30 alle 18.30, rette azzerate per le famiglie (al netto dei pasti e grazie al contributo INPS) e una solida coerenza pedagogica che integra nido e scuola dell’infanzia in un sistema unico. I dati confermano l’efficacia del modello: le iscrizioni sono più che triplicate dall’avvio del progetto nel 2019, rendendo necessaria l’apertura di una nuova sezione.
A conferma della dimensione sovracomunale del servizio, hanno aderito con piacere alla convenzione con Bedonia i Comuni di Albareto, Compiano e Tornolo, consentendo ai propri cittadini di accedere al nido di Bedonia alle medesime condizioni previste per i residenti, rafforzando così una rete territoriale fondata sulla collaborazione e sull’equità di accesso ai servizi.
Il costo complessivo annuale del servizio ammonta a 382.350 euro, di cui 151.552 euro a carico del Comune, a fronte di contributi statali e regionali pari a 147.244 euro e di rette per 83.554 euro. A questo impegno si aggiunge il costo delle utenze, che il Comune sostiene integralmente e che ammonta a circa 30.000 euro annui, a conferma dell’investimento strutturale sull’accessibilità e sulla continuità del servizio.
«Dal 2019 abbiamo compiuto una scelta politica chiara: investire in modo strutturale sui servizi educativi, non con interventi spot ma con una visione di lungo periodo», ha dichiarato il sindaco Serpagli. «Sapevamo che senza un nido aperto tutto l’anno e senza un orario compatibile con quello di chi lavora, le famiglie avrebbero scelto di andarsene. Oggi i dati ci dicono che quella scelta era giusta. Bedonia non è una città, ma oggi offre servizi educativi più ampi e accessibili rispetto a quelli disponibili in molte grandi realtà urbane e in buona parte del Paese, a costi significativamente inferiori per le famiglie. Un risultato che dimostra come la qualità dei servizi non dipenda dalla dimensione di un Comune, ma dalla volontà politica di investire nel futuro».
La mattinata è stata anche l’occasione per aprire una prospettiva futura: l’Amministrazione comunale punta a estendere la continuità educativa fino agli 11 anni, strutturando servizi di doposcuola e centro estivo per la fascia 6-11 anni, con il medesimo orario e la stessa logica di accessibilità che ha caratterizzato il percorso fin qui intrapreso.
L’assessora regionale Isabella Conti ha accolto con interesse il modello bedoniese, sottolineandone il valore come esempio replicabile. «Quello che ha fatto Bedonia dimostra che le aree montane non devono rassegnarsi allo spopolamento, ma al contrario possono diventare luoghi attrattivi. Ogni bambina e bambino dell’Emilia-Romagna deve avere lo stesso diritto a un’istruzione e a servizi di qualità, a prescindere dal posto di residenza – ha affermato. – Quando un Comune piccolo arriva a costruire un sistema educativo di questo livello, con tale continuità e accessibilità e riuscendo anche a fare rete con altre Amministrazioni, diventa un punto di riferimento non solo per le comunità locali, ma per tutto il territorio regionale. Se poi si aggiunge l’azzeramento delle rette a carico delle famiglie, ottenuto anche grazie ai contributi della Regione, possiamo veramente dire che si tratta di un modello da sostenere, diffondere e replicare».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Matteo Daffadà, consigliere regionale: «Bedonia ci dimostra che la qualità dei servizi non è un privilegio delle grandi città. Infanzia 365 è un modello che nasce dalla volontà politica di non arrendersi allo spopolamento: investire sui bambini e sulle famiglie è la risposta più concreta che un’amministrazione locale possa dare al futuro del proprio territorio. Come Regione Emilia-Romagna sosteniamo con convinzione queste esperienze: sono le buone pratiche dei Comuni montani che ci indicano la strada per costruire politiche di welfare davvero efficaci e replicabili su scala regionale».
Marco Papotti, Direttore Sviluppo di Proges ha riletto il progetto attraverso la lente del terzo settore: «Come cooperativa sociale, sappiamo bene che i servizi educativi nei territori fragili non si reggono da soli: richiedono scelte coraggiose e una visione di lungo periodo. Bedonia ha dimostrato che un Comune piccolo può fare grandi cose quando decide di mettere le famiglie al centro. E anche come Proges non ci siamo limitati a “gestire” un servizio ma abbiamo “promosso” un modello di servizio aperto, flessibile che non esaurisce la sua azione all’interno del perimetro del servizio, ma lo espande e dialoga anche con le famiglie che ancora non vi hanno accesso.
“Infanzia 365” si configura così non solo come un servizio locale, ma come un vero e proprio modello di politica territoriale che pone il welfare educativo al centro della strategia di contrasto allo spopolamento, dimostrando che investire nei bambini significa investire nel futuro di un’intera comunità montana».
Erano presenti anche:
BORGOTARO (PR)
«Il Nido La Tana rinnovato e ampliato, il nuovo Nido “La Torre” del Polo educativo Casa del Fanciullo, della rete FISM Parma, di nuova realizzazione. Le rette abbattute fino al rimborso totale con il bonus nido e un nuovo legame con il Comune di Albareto.
Questo è l’esito dell’adesione del Comune di Borgo Val di Taro alle misure regionali.
Questo lavoro non è solo una risposta a un servizio atteso e richiesto dalla popolazione, con l’azzeramento delle liste d’attesa in meno di sei mesi, ma anche un impulso alla crescita demografica – spiegano il sindaco di Borgotaro Marco Moglia e Martina Fortunati, assessore all’Istruzione – Solo con queste politiche si coniuga la crescita economica e sociale delle nostre comunità e si persegue davvero la parità di genere».
ALBARETO (PR)
«Grazie alle risorse aggiuntive del Fondo di Solidarietà Comunale per potenziare gli asili nido e ridurre le differenze territoriali, il Comune di Albareto ha attivato due convenzioni biennali con i Comuni di Bedonia e Borgo Val di Taro, garantendo alle famiglie un servizio nido vicino al territorio, soluzione difficilmente sostenibile in autonomia. – dichiara Maria Cristina Grottoli, Assessore alle Politiche Scolastiche e Sociali del Comune di Albareto – La collaborazione tra piccoli Comuni rappresenta una risposta concreta al calo demografico e uno strumento fondamentale per assicurare servizi adeguati alle famiglie. L’incontro con l’Assessore regionale è stato preziosa occasione per condividere i risultati raggiunti, confrontarsi sulle prospettive future e consolidare un modello di collaborazione che mette al centro i diritti dei bambini e il sostegno concreto alle famiglie».
Inoltre è intervenuta anche Silvia Franzini, vicepresidente regionale della FISM (Federazione Italiana Scuole Materne), che ha illustrato l’esperienza di Borgotaro (PR).

