Lavoratrici e lavoratori da tutta Italia si mobilitano per ribadire che il consenso è un diritto imprescindibile e che la violenza è responsabilità di chi la compie
Anche centotrenta dipendenti di Proges, impegnati in numerosi servizi in tutta Italia, hanno aderito con convinzione alla campagna promossa da Legacoop Nazionale dal titolo: “Il consenso non si discute. La violenza è responsabilità di chi la compie, non di chi la subisce.”
L’iniziativa, promossa dalla Commissione Pari Opportunità di Legacoop Nazionale, nasce in seguito alla modifica della proposta di legge presentata dalla deputata Giulia Bongiorno, dalla quale è stato eliminato il riferimento esplicito al principio del consenso. Una scelta che ha reso ancora più urgente mantenere alta l’attenzione pubblica e culturale su un diritto fondamentale: il consenso come presupposto di libertà, autodeterminazione e tutela della dignità delle donne e di tutte le persone.
Legacoop ha anche aderito alla manifestazione che si è svolta sabato 28 febbraio a Roma sul tema del consenso, riconoscendone la necessità per l’affermazione dei diritti, della libertà e della dignità delle donne.
Accanto alla presenza in piazza, la campagna ha previsto, appunto, la diffusione di una locandina ufficiale, invitando tutte e tutti a stamparla ed esporla, scattando una fotografia come segno concreto di adesione.
La risposta è stata ampia e partecipata: in tantissimi donne e uomini dipendenti Proges, da diverse regioni, hanno scattato una foto con la locandina per dare un segnale forte. Tra cooperative sociali, lavoratrici e lavoratori, dirigenti e operatori, sono centinaia le persone che hanno scelto di metterci il volto.
Con questa campagna, Legacoop ha voluto ribadire con forza che il riconoscimento del consenso non rappresenta un elemento accessorio nel dibattito pubblico, ma costituisce un pilastro centrale nella prevenzione della violenza e nella costruzione di una società più giusta, rispettosa e consapevole.
In questo contesto, l’adesione dei dipendenti Proges ha rappresentato un segnale importante di responsabilità collettiva e coerenza con i valori cooperativi. Un gesto semplice ma potente, per affermare che il consenso è un diritto imprescindibile e che la responsabilità della violenza ricade esclusivamente su chi la esercita.
Un messaggio chiaro, condiviso e diffuso in tutta Italia: il consenso non si discute.






















































