Si è svolto mercoledì 26 novembre, a Palazzo del Governatore a Parma, la giornata di studi “Coordinare i processi educativi nel tempo della complessità. Pensando con Edgar Morin”, organizzata dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali – Unità di Educazione dell’Università di Parma, dal Comune di Parma e da ParmInfanzia.
L’iniziativa era pensata per accompagnare la riflessione di chi svolge lo sfidante compito del coordinamento pedagogico e della responsabilità della cura educativa: una sosta in dialogo con il celebre studioso Morin, che invita a pensare ai processi educativi, qui, oggi, nel tempo della complessità.
Dopo i saluti istituzionali di Caterina Bonetti, assessora ai Servizi Educativi e Transizione Digitale del Comune di Parma, Lisa Bertolini, Responsabile Nidi e Scuole d’infanzia del Comune di Parma, e Maja Antonietti, docente dell’Università di Parma, si sono svolti gli interventi Mariangela Scarpini dell’Università di Parma (“Il coordinamento pedagogico tra ordine, disordine, incertezze e imprevisti”), Sergio Manghi dell’Università di Parma (“Le sfide formative nella vertigine del presente. Attualità di Edgar Morin”), Alessandro Tolomelli dell’Università di Bologna (“La fragile utopia”) e di Silvia Demozzi dell’Università di Bologna (“Riflessioni e spunti in forma di conclusione”).
L’appuntamento era aperto a tutte le persone interessate e a studentesse, studenti, pedagogiste/i e, più in generale, a professioniste/i dell’educazione con l’obiettivo di creare un’opportunità di riflessione condivisa tra chi opera attivamente nei contesti e chi sta costruendo la propria professionalità pedagogica nel percorso di studi universitari.
Edgar David Nahoum Morin nasce l’8 luglio 1921 a Parigi. Morin è il suo nome di battaglia da partigiano, la sua partecipazione appassionata agli eventi del presente si traduce senza posa in diagnosi lucide e dotate di una sottile sensibilità anticipatrice.
Dagli anni 70 in avanti prende di petto la frammentazione dei saperi come ostacolo alla comprensione della irriducibile complessità dei problemi del nostro tempo, in un progetto sviluppato nei sei ampi volumi intitolati La Méthode, usciti tra il 1977 e il 2004. A questa coraggiosa impresa associa, sotto l’egida dell’Unesco, un impegno costante per la riforma dei processi educativi, in una serie di piccoli volumi che vengono diffusi nel mondo intero La tête bien faite (1999), Les sept savoirs indispensables à l’éducation du futur (2000), Enseigner à vivre (2014)” tratto dalla Scheda bio-bibliografica a cura di Sergio Manghi.
