Il magazine della cooperativa sociale Proges

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Giornata di pet therapy nella Comunità Alloggio di Tizzano. Intervista alla educatrice cinofila Eleonora Barlone

La Comunità Alloggio “L’albero della saggezza” è un servizio residenziale gestito dalla cooperativa Proges che accoglie anziani autosufficienti o non autosufficienti di grado lieve provenienti dal Comune di Tizzano e dai Comuni limitrofi dell’appennino parmense.

Nel mese di novembre la Comunità Alloggio ha realizzato al suo interno un progetto cinofilo emozionale di terza età avvalendosi della professionalità di Eleonara Barlone, educatrice-addestratrice cinofila Enci, che abbiamo intervistato per meglio conoscere i benefici della pet therapy.

Innanzitutto, Eleonora, come si diventa istruttrice ENCI?

Per conseguire il diploma di educatrice/addestratrice ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) bisogna iscriversi a un corso organizzato da centri cinofili specializzati. Gli studi durano circa un anno e comprendono ore di teoria e pratica. Al termine del corso si devono superare due esami, teorico e pratico, che vengono giudicati dal rappresentate regionale dell’ENCI.

Quali sono i benefici della pet therapy in generale, e per gli anziani in particolare?

La pet therapy è una vera e propria cura, riconosciuta dal Ministero della Salute, che implica l’utilizzo di un animale, in questo caso il cane, per innescare una relazione sincera e affettiva con i pazienti. Tra i vantaggi dell’interazione con un animale, nello specifico per gli anziani, ci sono l’abbassamento della pressione, la diminuzione dell’ansia, l’aumento della socialità e dell’attenzione.

Inoltre, grazie all’aiuto del cane, è possibile combattere quel senso di malinconia e depressione che spesso affligge l’ospite, migliorando la sua condizione psicologica all’interno della struttura.

Com’è stata la tua giornata all’interno della Comunità Alloggio di Tizzano?

La giornata si è svolta in modo impeccabile. L’incontro è durato circa un’ora. Ho parlato agli ospiti delle origini del cane spiegando come siamo arrivati ad avere oggi più di 400 razze diverse nel mondo. Il tutto si è svolto nel salone principale della struttura. I partecipanti erano posizionati seduti a “ferro di cavallo”, con io e il mio cane al centro. Al termine della spiegazione teorica c’è stata l’interazione con il cane di servizio.

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 Che riscontri hai avuto?

Gli ospiti hanno mostrato grandi interesse e attenzione. Sono rimasta molto soddisfatta e felice nel vedere nei loro occhi la gioia di poter avere un cane all’interno della struttura. Hanno dimostrato ottima collaborazione e tanta voglia di interagire. Anche quelli che all’inizio temevano un approccio diretto con il cane a fine lezione hanno acquisito fiducia e si sono lasciati andare, coccolando l’animale fino al termine della sessione.

Quale pensi potrà essere il futuro della pet therapy nelle strutture per anziani?

In Italia la pet therapy per anziani è un’iniziativa che sta prendendo sempre più piede proprio grazie agli ottimi riscontri psico-fisici che manifestano coloro che ne prendono parte. 

Gli evidenti miglioramenti degli ospiti nelle strutture convincono cooperative o associazioni a inserire nei programmi questa attività ludico-ricreativa che si dimostra un’ottima alternativa alle cure medicinali che sono somministrate per alleviare stati di ansia o depressione. 

Posso affermare che la pet therapy è una vera e propria cura naturale in grado di poter trasmettere tanta positività, gioia e voglia di vivere. Il potersi prendere cura di un essere vivente e socievole come il cane risveglia in loro un senso di tranquillità e benessere.

Andrea Marsiletti

 

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