Si è conclusa con entusiasmo e grande partecipazione l’esperienza della classe seconda del Liceo STEAM International di Parma alla First Lego League Challenge, la competizione internazionale di robotica educativa che promuove scienza, tecnologia e lavoro di squadra nel segno della collaborazione, del rispetto e del miglioramento continuo.
Sabato 31 gennaio, a Piacenza, le squadre si sono confrontate nella fase regionale insieme a scuole medie e superiori provenienti da tutta l’Emilia-Romagna. La seconda STEAM si è presentata al torneo con tre gruppi distinti, ciascuno con il proprio robot e il proprio progetto. Uno dei team ha sfiorato il podio, conquistando un ottimo quarto posto e restando in gara fino all’ultimo. Un risultato che, pur non consentendo l’accesso alle finali nazionali, rappresenta un traguardo significativo e motivo di orgoglio per tutta la classe.
“Eravamo in tre gruppi e il migliore è arrivato quarto. Peccato per la mancata qualificazione, ma è stata un’esperienza molto bella” racconta Alessia, studentessa di terza del liceo che ha ricoperto il ruolo di coach per la seconda insieme ad altri compagni. “Ci siamo divertiti e anche l’atmosfera della gara è sempre speciale. Ogni gruppo aveva due coach di terza: abbiamo cercato di guidarli, ma il lavoro vero lo hanno fatto loro”.
La First Lego League si articola in due ambiti principali: il Robot Game e l’Innovation Project. Nel Robot Game le squadre progettano, costruiscono e programmano un robot autonomo per affrontare una serie di missioni su un campo di gara. Nel caso della seconda STEAM, ogni gruppo ha realizzato un robot con kit Lego specifici, dotato di bracci intercambiabili per adattarsi alle diverse prove: sollevare componenti per azionare meccanismi, spostare carrellini, agganciare e trasportare oggetti in punti prestabiliti, azionare leve per far cadere “rocce” e completare così le missioni previste.
La programmazione è stata realizzata utilizzando il linguaggio studiato in classe. Come spiega il professor Lorenzo Castellan, la preparazione inizia già nel primo trimestre: “Introduciamo i concetti fondamentali della robotica – automazione, sensori, attuatori, unità di controllo – e poi passiamo alla pratica. Gli studenti applicano il Python studiato in prima, fino alle funzioni, per sviluppare programmi in MicroPython che controllano i robot costruiti con i kit Lego Spike Prime. È il momento in cui il codice prende vita e diventa movimento reale”.
Accanto alla parte tecnica, ogni squadra ha sviluppato anche un progetto innovativo legato al tema annuale della competizione, quest’anno dedicato alla scoperta del mondo sotterraneo.
“La FLL è una competizione che unisce scienza, tecnologia e lavoro di squadra” sottolinea il professor Giovanni Tedeschi. “Una delle nostre squadre ha raggiunto il quarto posto, mentre le altre hanno ricevuto riconoscimenti per l’impegno, la collaborazione e il modo corretto e responsabile con cui hanno affrontato la gara. Al di là del risultato, è stata un’esperienza intensa e formativa: i ragazzi hanno imparato a gestire tempi ed emozioni e hanno capito quanto preparazione e costanza possano fare la differenza”.



