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“Il guerriero della notte”: gli anziani delle RSA Proges protagonisti di un’opera d’arte collettiva

Le RSA Pineta di Tradate e Adriano, gestite da Proges, sono state scelte per partecipare a un progetto pilota di arteterapia proposto da Fondazione Amplifon nell’ambito del Progetto Ciao.

Il Progetto Ciao nasce per recuperare il senso di comunità nelle RSA attraverso la digitalizzazione e la connessione delle strutture, riportando la persona anziana al centro della società attiva. Oggi coinvolge circa 310 strutture in tutta Italia. La Fondazione collabora da anni con le residenze per anziani, offrendo un ricco programma di attività musicali, culturali, motorie e creative.

In particolare, le due RSA hanno partecipato al laboratorio creativo e artistico “Il guerriero della notte” condotto dall’associazione Artis Onlus, che vedrà in questi mesi il coinvolgimento di altre 90 RSA in Italia e 18 all’estero.

Il percorso porterà alla realizzazione di un’opera collettiva composta dai singoli elementi creati dagli anziani delle strutture partecipanti. Ad assemblarli sarà Chiara Camuni, artista che ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia 2026. L’opera finale sarà esposta in occasione della cena annuale di Fondazione Amplifon, per poi essere ospitata in diversi spazi espositivi e istituzioni museali.

Il lavoro realizzato all’interno delle residenze è dunque destinato a viaggiare all’esterno, in coerenza con l’idea di strutture residenziali concepite come spazi aperti al territorio.

 

 

L’opera raffigurerà un guerriero, una figura dal forte valore simbolico: la persona anziana abita un luogo di confine che non conosciamo, vive e combatte nella “terra della notte”, simbolo della soglia e di una fase di passaggio. In questa visione, l’anziano guerriero può donare alla comunità un patrimonio di ricchezze e conoscenze.

Alcuni ospiti si sono incontrati per manipolare argilla colorata e creare piccoli elementi destinati a diventare parte di qualcosa di più grande. Partendo da suggestioni legate a concetti come forza, coraggio, libertà e battaglia, le arteterapeute hanno guidato i partecipanti nella realizzazione di forme sferiche, a campana e rettangolari. L’attività si è svolta con attenzione e cura, nel rispetto dei tempi, delle potenzialità e delle capacità di ciascuno.

L’arte, come sempre, è qualcosa che va oltre ciò che si realizza.

Il laboratorio è stato un’occasione per sperimentare, socializzare e ritrovarsi, attraverso quattro appuntamenti distribuiti su due settimane. Il percorso è stato preceduto da una formazione rivolta al personale educativo e di animazione, che ha seguito i lavori passo dopo passo.

 

 

Come racconta la signora Giuseppina, “è bello osservare le proprie idee trasformate quasi in opere d’arte. Lo stare insieme per collaborare è fiducia, entusiasmo, dialogo”.

L’esperienza sperimentata nelle strutture Proges sarà quindi proposta dall’associazione Artis Onlus in altri servizi che hanno aderito all’iniziativa.

Tra gli ospiti è già grande la curiosità di scoprire il risultato finale. AM

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