Il magazine della cooperativa sociale Proges

L’azione di home visiting nel bando #RiParto: intervista a Alberta Maria Lopez Losi

Il bando #Riparto, promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresenta una risposta concreta al bisogno di sostenere le neomamme nel delicato momento del rientro al lavoro dopo la maternità, favorendo una conciliazione reale tra vita familiare e professionale.

All’interno di questo progetto, Proges – insieme alle cooperative Kaleidoscopio e Leone Rosso – ha previsto una serie di azioni tra cui l’attivazione dell’home visiting, che si configura come uno strumento chiave, grazie a visite domiciliari che accompagnano le mamme nel recupero delle loro esigenze, attraverso ascolto e sostegno.

Ne abbiamo parlato con Alberta Maria Lopez Losi, educatrice e operatrice home visiting che collabora con Proges, approfondendo il valore e l’impatto di questa modalità di intervento ed evidenziandone le potenzialità di supporto efficace per le famiglie.

Quali sono le necessità ricorrenti che hai potuto riscontrare in questi oltre 15 anni trascorsi a contatto con il mondo dell’infanzia e della psichiatria?

“Domanda interessante. In effetti ci sono necessità che credo accomunino davvero tutti noi in tutti i momenti della vita, soprattutto in quelli delicati come possono essere i primi anni dei figli o i momenti di disagio e di fragilità emotiva e mentale. Il bisogno di essere accolti, davvero visti e ascoltati senza essere giudicati, avere la possibilità di mostrare le proprie difficoltà e non sentirsi soli, inadeguati, sbagliati.

È fondamentale poter stare in un posto dove l’essere diversi, con esperienze, stili, esigenze, necessità differenti venga vissuto come una ricchezza e non come una difficoltà. Essere accompagnati a riconoscere le proprie difficoltà e a farne magari dei punti di forza o degli stimoli da cui partire per stare meglio, sentire rispettati i propri tempi e le proprie convinzioni, avere modo di confrontarsi e arricchirsi proprio attraverso le relazioni e il confronto…ecco, penso siano queste le necessità ricorrenti che ho incontrato nella mia esperienza in cooperativa sia per quanto riguarda i nostri utenti sia per noi lavoratrici e lavoratori”.

Più in dettaglio, come si sviluppa il tuo lavoro di educatrice e operatrice home visiting?

“L’home visiting è un intervento che si svolge a domicilio, si tratta quindi di entrare in casa delle famiglie, bisogna farlo “in punta di piedi”, con grande rispetto, senza giudizio, osservando e rispettando i tempi e i limiti di cui le mamme sentono di aver bisogno. Il tempo che trascorro nelle case è modellato sulle esigenze delle donne che mi aprono la loro porta, che con me scelgono di prendersi uno spazio per riflettere senza sentirsi sopraffatte e condizionate dai giudizi esterni, può essere uno spazio di “chiacchere” in cui condividere dubbi e preoccupazioni ma anche uno spazio per fare, sistemare la casa insieme, preparare la pappa, giocare con i bambini”.

Senza dubbio un sostegno essenziale…

“Supportare le neo mamme è importante, soprattutto in un tempo come il nostro in cui tutto corre velocemente e siamo piene di tante informazioni, spesso superficiali e generiche, che non aiutano ma piuttosto confondono e fanno sentire inadeguate. Il periodo della gravidanza, quello dopo la nascita e poi il rientro al lavoro, sono circostanze di grandi cambiamenti, essere vicini alle donne in questi momenti è davvero rivelante per il benessere di tutto il nucleo familiare”.

Ci sono dei comuni denominatori rispetto ai riscontri ottenuti attraverso questi incontri?

“Spesso inizialmente le lavoratrici sono incerte, non sanno di cosa si tratta e in che modo un intervento come l’home visiting le possa aiutare. Solitamente dopo il primo incontro tutto diventa facile e naturale, il percorso che le mamme sentono utile per loro in quel momento è costruito insieme e rimodulato secondo esigenze che possono cambiare. Non essere sole, sentirsi accompagnate e sostenute in uno spazio intimo, la casa, ma libero dai vincoli delle relazioni famigliari si è dimostrato essere una preziosa occasione per le neo mamme, che può davvero aiutare ad affrontare con più serenità il rientro al lavoro dopo la gravidanza”.

E per quanto riguarda il bando #RiParto?

“Credo sia un bellissimo progetto che rispecchia i valori e il modo di lavorare della nostra cooperativa, spero le varie azioni proposte possano diventare nel tempo una consuetudine su cui le nostre lavoratrici abbiano l’opportunità di fare affidamento. Penso che sapere che in un passaggio delicato come il rientro al lavoro dopo la gravidanza la cooperativa ci è vicina e di sostegno sia una cosa che aiuta a lavorare meglio”.

Chiara Marando

Seguici sui social!

Ultime notizie

Contact Us