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Ritorno al futuro: studenti e anziani in dialogo a Borgonovo

Si chiama Ritorno al futuro perché mette in relazione chi sta costruendo il proprio domani con chi ha radici profonde nel passato. È questo lo spirito del progetto che ha preso il via a Borgonovo, coinvolgendo un centinaio di studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado e una ventina di anziani ospiti delle CRA Gardenia e Melograno, strutture gestite da Proges.

Il percorso si articola in cinque incontri mattutini pensati come uno spazio-tempo condiviso, in cui generazioni apparentemente lontane provano a dialogare, confrontarsi e scoprirsi meno distanti di quanto si creda. Il progetto è promosso all’interno di una più ampia iniziativa sostenuta dal Distretto di Ponente e dal Centro servizi per il volontariato, con la collaborazione di Consorzio Sol.Co, Ippogrifo, MenteViva, Coopselios, Officine Gutenberg, Eureka, Comitati consultivi misti e Fondazione La Ricerca.

Ogni appuntamento, coadiuvato dalle animatrici Maria Carla Cassinelli e Rosi Laino, coinvolge una classe e affronta un tema diverso, scelto dal personale delle CRA per facilitare la partecipazione attiva degli ospiti. I titoli, volutamente in dialetto, raccontano già molto dello spirito dell’iniziativa: “Andä a fè el fèn, la terra racconta” (agricoltura), “Quand la primavera la rïva, al cör al s’arvïva” (cambiamento climatico), “Imparä a stä al mónd” (valori ed educazione), “Cme ch’an s’parla, dal dialetto ai messaggi vocali” (linguaggi a confronto), “Zügä insëma, dal cortile allo smartphone” (tempo libero e giochi).

“Il primo incontro è stato bellissimo” racconta Rosi Laino, animatrice CRA Gardenia. “Gli anziani erano molto entusiasti, alcuni si alzavano in piedi dall’emozione per raccontare episodi della loro vita”. Si è parlato di coltivazioni di barbabietola, di rotazione dei campi, del riposo della terra, di pratiche agricole oggi quasi scomparse. Dai racconti sono emersi anche ingegnosi modi di conservare acqua e cibo prima dell’arrivo degli elettrodomestici: l’acqua tenuta fresca in una zucca scavata, il cibo conservato in cantina sotto neve e paglia, o calato nei pozzi per sfruttare la temperatura più bassa.

“L’apertura al territorio è una priorità. Portare la scuola, le associazioni, la comunità dentro la struttura dà ai nostri ospiti un modo diverso di vivere la quotidianità. Lo scambio intergenerazionale è importantissimo: permette agli anziani di sentirsi ancora parte attiva della vita sociale del paese” aggiunge Claudia Zerletti, coordinatrice territoriale.

Un entusiasmo condiviso anche da Mariana Bold, coordinatrice della CRA Gardenia: “Quando ci è stato proposto il progetto, forte anche dell’esperienza positiva dello scorso anno, abbiamo accolto subito l’idea. Già dal primo incontro si è visto quanto faccia bene a tutti: agli anziani, ma anche ai ragazzi. Quando arriva un po’ di gioventù, l’energia cambia, c’è partecipazione, c’è gioia”.

Il percorso si concluderà in primavera con un evento finale nel giardino della CRA, dal titolo “Al passä al s’ciapa miga indrè, ma al pö insegnä tant”. Una festa aperta ad anziani, studenti, famiglie, insegnanti ed educatori, pensata come momento di restituzione e condivisione. FR

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