“Caro Direttore, siamo gli ospiti della Casa di Alberi di Vigatto e martedì abbiamo avuto il piacere di conoscerla e di apprezzare le sue parole nell’incontro ‘Sfogliare il tempo: la Gazzetta di Parma ieri e oggi’ che si è svolto in questa struttura. Ci è piaciuto ascoltare la sua esperienza in Gazzetta, a partire dalla giovane età fino ad arrivare all’incarico di Direttore.”
Lo scrivono gli ospiti della Casa Residenza per Anziani “Casa di Alberi” che hanno voluto ringraziare il direttore della Gazzetta di Parma per la sua partecipazione al primo incontro della rassegna “Storie che si incontrano. Le voci della città nei luoghi della cura’” promossa da Proges. Un’iniziativa nella quale, come ha dichiarato Annalisa Pelacci, presidente della cooperativa, “personalità e voci autorevoli della città hanno accettato di mettersi in gioco nelle case degli anziani, nei gruppi appartamento per persone con disabilità e nelle strutture della salute mentale. Iniziamo questo percorso insieme, per dare vita a storie che si intrecciano e a relazioni che ci uniscono.”
Ad Alberi non si è parlato solo di un giornale, ma di una città che continua a riconoscersi nelle proprie storie.
“La mostra sulla storia della Gazzetta di Parma, che si è tenuta qualche anno fa a Palazzo Pigorini, ha evidenziato quanto sia importante il rapporto tra il vostro quotidiano e la città” continua la lettera, che termina con un invito: “Sicuri della sua considerazione, la aspettiamo per un prossimo incontro, quando ci sarà l’occasione.”
All’evento era presente Ettore Brianti, assessore ai servizi sociali del Comune di Parma, che ha patrocinato la rassegna.
Rinaldi ha ripercoso la storia della Gazzetta di Parma, il quotidiano più antico d’Italia ancora in edicola: “La copia più antica disponibile, custodita in Palatina e in una nostra cassaforte, risale al 1735, sebbene il giornale sia uscito per la prima volta nel 1728, purtroppo senza testimonianze rimaste. Siamo molto legati al tipografo Gianbattista Bodoni, che ha stampato la Gazzetta per 26 anni in Pilotta, creando un carattere (oggi meglio noto col termine “font”) bellissimo che abbiamo recuperato. Abbiamo narrato tre secoli della nostra città. Sfogliare le raccolte del giornale provoca sempre emozioni.”
Il direttore ha raccontato sua vita professionale, da cronista sportivo, a capocronaca della città, caporedattore, direttore: “La cronaca insegna a farsi le ossa, se sei un bravo cronista poi puoi fare tutto. Il punto di forza della Gazzetta è il suo radicamento territoriale. Si pensi che su 100 copie di giornale vendute a Parma, l’80% è della Gazzetta. Ci interessano le grandi notizie così come di quelle apparentemente più piccole, dai paesi della provincia. Come diceva il nostro celebre direttore Baldassarre Molossi, ‘noi non vogliamo fare un piccolo Corriere della Sera, ma una grande Gazzetta di Parma’.”
“In che modo si difende un giornale di carta ai tempi di Internet?” domanda un ospite. “Con l’autorevolezza” ha risposto Rinaldi.
“In casa mia la Gazzetta di Parma non è mai mancata, neppure un giorno, fin da quando ero piccola” ha aggiunto un’anziana, lasciando trasparire emozione al ricordo della sua famiglia.
Ha concluso il vivace e partecipato confronto Giuliano Soliani con un intervento “intergenerazionale”: “Perchè non pubblicate una pagina tutta dedicata ai giovani, che siano loro a scrivere e a leggere? E poi, ci siamo anche noi, che abitiamo nelle case per anziani, che sono luoghi vivi. Abbiamo tante cose da dire, soprattutto da scrivere sul giornale”.
“Sulla sua proposta sui giovani mi ha letto nel pensiero, siamo già al lavoro e presto potrà leggere le novità” ha risposto il direttore. “Per quanto riguarda i vostri contributi, la Gazzetta è il giornale della città, quindi anche vostro.”
Il prossimo appuntamento è per il 4 marzo alla CRA Sidoli con il sindaco Michele Guerra, professore di storia del cinema all’Università di Parma, che dialogherà con gli ospiti sul “Cinema più vero del mondo. L’Italia negli anni del neorealismo”. La cultura sarà la protagonista di questo tuffo nel passato, al “loro tempo”, con i ricordi di ieri e le emozioni di oggi. AM


