Una sala piena, un clima cordiale e partecipato, uomini e donne di ogni età riuniti per ascoltare i versi lirici e dialettali di Giuliano Soliani. Parliamo della presentazione di “Versi senza patria”, prima raccolta poetica del professore ospite della Casa Residenza per Anziani La Casa di Alberi di Parma, gestita da Proges.
L’incontro si è svolto nella Sala Barilla della Famija Pramzana, storica istituzione cittadina nata nel 1947 per custodire e promuovere la cultura popolare parmigiana, il dialetto e le tradizioni locali. Da sempre impegnata nel creare occasioni di incontro e riflessione culturale, l’associazione organizza da anni rassegne e appuntamenti che animano la vita culturale della città.
Proprio all’interno di questo contesto si è svolta la presentazione del piccolo volume pubblicato da KRISS Editore: dodici poesie in lingua italiana e tre in dialetto parmigiano, scritte lungo l’arco di molti anni e custodite fino a diventare un dono condiviso.
Durante l’incontro, introdotto da Mirella Cenni, Vicepresidente della Famija Pramzana, e condotto dal poeta Alberto Padovani in forma di intervista sulle fonti di ispirazione e le passioni poetiche dell’autore, Soliani ha letto alcune delle liriche della raccolta. Particolarmente intense le tre poesie in dialetto parmigiano dedicate a Pier Paolo Pasolini – che Soliani ebbe modo di conoscere personalmente.
Il pubblico ha seguito con attenzione e partecipazione: tra i presenti anche giovani volontari della Comunità di Sant’Egidio, con cui Soliani collabora da anni, oltre ad alcuni poeti e appassionati della scena culturale parmigiana.
L’evento ha rappresentato anche un momento significativo per La Casa di Alberi, che ha potuto condividere con la città il talento e la sensibilità di uno dei suoi ospiti, dimostrando ancora una volta come le storie e le esperienze custodite nelle residenze per anziani possano diventare patrimonio culturale vivo e generativo.
Proponiamo di seguito due poesie estratte dalla raccolta di Soliani:
Bellezza
Come ti guarderò
Bellezza
Se averti visto
è perdermi per sempre
Cosa dirò a me stesso
che c’ero
che ti ho avuto
che le tue labbra d’oro
Hanno sognato con me
Solo un addio
ai tuoi respiri
rosa
Mädra
Piànti d’ ozmarén
Ch’ a nascondì du bràs äd gèss
E j’òc’ äd ‘na Madònna
Spòrca äd farén’na
A vrìss che ‘l vént av’ portìss in cél
Parché soltant vojätor
A sÍ al fjór ädla sò cuzén’na



