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“Cuori e Cure”, alla CRA Santa Rita di Soragna la persona al centro: istituzioni, professionisti e familiari a confronto

Preservare l’identità delle persone anziane, valorizzarne l’autonomia e costruire percorsi di cura attraverso il dialogo tra professionisti, istituzioni e famiglie. Sono stati i temi al centro della quarta edizione di “Cuori e Cure – Prendersi cura di chi cura”, organizzata dalla cooperativa Proges alla Casa residenza anziani Santa Rita di Soragna, con la collaborazione del Comitato locale della Croce Rossa Italiana.

Ad aprire la giornata, rivolta a tutta la cittadinanza, la tavola rotonda “Identità: fra storia di vita e nuove opportunità. La persona al centro del percorso di cura integrato”, moderata da Alessandro Fusaro, psicologo e psicoterapeuta di Proges. Un confronto che ha fatto emergere il valore delle relazioni nella vita della struttura e la necessità di rispondere ai bisogni di ogni anziano rispettandone la storia e l’unicità.

“Prendersi cura significa costruire un’alleanza tra operatori, istituzioni, familiari e persone accolte, per garantire la migliore qualità di vita possibile. Occorre guardarsi negli occhi, ascoltarsi e condividere esperienze per trovare insieme risposte ai bisogni delle persone” introduce Annalisa Pelacci, presidente di Proges. “Servizi come la Santa Rita possono e devono migliorare continuamente: nessuno può farlo da solo. La cura è reciproca: l’operatore si prende cura dell’anziano, ma anche l’anziano, attraverso la relazione, si prende cura dell’operatore. È questo valore della relazione che dobbiamo custodire e che continua ad animare il nostro lavoro.”

Il sindaco di Soragna Marco Taccagni ha sottolineato il rapporto che unisce la Santa Rita al paese: “C’è una relazione molto profonda tra questa struttura e la comunità di Soragna. Qui vivono tanti soragnesi. Grazie alle persone che si prendono cura di chi ha contribuito a costruire la nostra comunità”.

Un legame richiamato anche da Silvia Orzi, direttrice del Distretto di Fidenza dell’AUSL di Parma, che ha descritto la giornata come un’occasione di connessione tra ospiti, gestori e familiari. «È importante che nelle strutture vengano preservate l’autonomia e l’identità delle persone. Questa è una struttura ben gestita, radicata da tempo nel territorio, nell’ottica della sanità di prossimità” ha osservato, ricordando il valore della sinergia tra servizi sociosanitari, istituzioni e associazioni di volontariato.

Sulla necessità di coltivare servizi aperti e capaci di rinnovarsi è intervenuta Laura Furini, responsabile del Servizio assistenza anziani del Distretto di Fidenza. La quotidianità condivisa può rendere la casa residenza un luogo di familiarità, nel quale anche la creatività contribuisce alla qualità della cura. “Per essere creativi bisogna essere un po’ disobbedienti nei confronti di noi stessi, delle idee e degli schemi che abbiamo costruito” ha spiegato, invitando a proporre attività capaci di andare oltre la routine e ad aprire spazi di benessere anche nella fatica del lavoro di cura.

Livia Ludovico, responsabile medico del Centro per i disturbi cognitivi e le demenze dell’AUSL di Parma – Distretto di Fidenza, ha richiamato l’esperienza maturata in venticinque anni di progetti e lavoro condiviso. Un patrimonio che insegna quanto sia necessario tenere insieme organizzazione e attenzione alle differenze individuali: “Mantenere la persona al centro è la frase giusta, ma è difficile da praticare. Non dobbiamo cadere nella tentazione di procedure semplificatorie”.

 

Guarda il video dell’intervento di Annalisa Pelacci

 

La dignità e il rispetto sono stati al centro anche dell’intervento di Vittoriano Belforti, medico della CRA Santa Rita, che ha indicato nel massimo benessere fisico e mentale possibile l’obiettivo del proprio lavoro, sottolineando il valore positivo di una giornata dedicata al confronto.

A portare la voce delle famiglie è stato Tiziano Ferri, presidente del Comitato familiari della CRA Santa Rita, che ha espresso un giudizio positivo sul funzionamento della struttura e ribadito l’importanza della presenza di personale qualificato nei turni. Ferri ha inoltre ricordato la propria vicinanza agli anziani anche attraverso l’impegno nell’Avis.

Nicola Evangelisti, assistente sociale del Comune di Soragna, ha posto l’attenzione sul sostegno alle famiglie e sull’importanza di chiedere aiuto tempestivamente: “In questa struttura mi sento a casa. Sarebbe importante che le famiglie contattassero il nostro servizio prima di raggiungere situazioni di sovraccarico”.

La giornata è proseguita con la presentazione del libro di poesie “Le parole che non ti ho detto. Diario poetico collettivo” scritto dagli ospiti di numerose residenze per anziani di Proges in varie regioni italiane, un corner esperienziale di Yoga del sorriso, un laboratorio espressivo della Croce Rossa e uno spettacolo teatrale finale a sorpresa.

A raccogliere il filo dell’evento è stata Fabiana Palladino, coordinatrice della CRA Santa Rita, che ha evidenziato la necessità di uscire dai propri uffici, condividere competenze e continuare a imparare, anche attraverso nuove attività per contrastare il decadimento cognitivo. Fondamentale, in questo percorso, è il rapporto con i familiari: “Tutto quello che facciamo lo facciamo in relazione con loro, che ci restituiscono un riscontro su come sta andando. Lo stato emotivo del familiare è per noi un termometro”. AM

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