Il progetto nasce da un percorso formativo dedicato all’importanza del riciclo e del riuso creativo, al quale noi Educatrici e Terapista Occupazionale della RSA Adriano abbiamo preso parte, organizzato da Proges e condotto da “Remida”.
Durante il corso, uno degli aspetti che ha particolarmente attirato la nostra attenzione è stato quello della suddivisione dei materiali per colore. Un gesto semplice, ma capace di aprire molte possibilità creative: osservare, riconoscere le diverse tonalità, scegliere, accostare e trasformare materiali apparentemente privi di valore in qualcosa di nuovo.
Da questa esperienza è nata l’idea di proporre un laboratorio creativo pensato appositamente per i nostri ospiti, cercando un’attività che fosse allo stesso tempo accessibile, significativa e capace di coinvolgere ciascuno secondo le proprie capacità.
Abbiamo deciso di partire da un materiale molto presente all’interno della nostra RSA: le riviste. Quotidiani e riviste, una volta letti, rischiano spesso di essere semplicemente destinati alla raccolta differenziata. Abbiamo invece scelto di guardarli come una risorsa, dando loro una seconda vita.
Abbiamo proposto il laboratorio al piano terra, in modo da permettere la partecipazione di tutti i nuclei. È stata allestita una lunga tavolata, attorno alla quale hanno potuto lavorare insieme ospiti e familiari. Il laboratorio è stato proposto in tre occasioni.
Il primo passo è stato chiedere agli ospiti di osservare le immagini presenti sulle pagine delle riviste, individuando aree e frammenti di colore da strappare e successivamente suddividere in diverse gamme cromatiche.
Ognuno ha potuto contribuire secondo le proprie possibilità: c’era chi strappava le pagine, chi le passava a chi si occupava di ridurle in piccoli pezzi, chi osservava e chi selezionava e suddivideva i colori. Un vero lavoro di gruppo, fatto di collaborazione e condivisione.
Gli anziani hanno partecipato con grande entusiasmo, alcuni di loro si sono appassionati così tanto all’attività da continuare a raccogliere e preparare materiale anche al di fuori dei momenti dedicati al laboratorio. Questo perché tutti conoscevano il fine ultimo del lavoro: creare una figura sacra da esporre nel luogo di culto durante le funzioni religiose.
Il luogo di culto presente nella nostra RSA nasce idealmente come spazio aperto a persone di qualsiasi religione e, proprio per questo, è stato concepito privo di simboli religiosi. Questa impostazione si discosta dall’esperienza di molti dei nostri anziani e dai luoghi di culto che hanno frequentato nel corso della loro vita, caratterizzati dalla presenza di immagini e simboli sacri.
Proprio per questo, nel tempo, è emersa anche la percezione di una mancanza: all’interno di questo spazio non era presente una figura sacra, un’immagine riconoscibile che potesse rappresentarlo e caratterizzarlo e che fosse familiare agli ospiti. La sua assenza veniva vissuta da alcuni di loro come qualcosa che rendeva quel luogo meno completo, quasi spoglio.
La scelta dell’opera da realizzare è quindi ricaduta sulla rappresentazione della Madonna con il Bambino, un’immagine vitale, carica di emotività, dolcezza e significato, capace di richiamare tradizioni, ricordi e vissuti personali.
Una volta conclusi i laboratori e raccolto materiale sufficiente, su un pannello di legno è stata disegnata la figura della Madonna con il Bambino, che sarebbe diventata la base del nostro mosaico, la tecnica scelta per la realizzazione dell’opera.
È iniziata così la fase di composizione: i tanti piccoli frammenti di carta raccolti durante i laboratori hanno iniziato, uno dopo l’altro, a trovare il proprio posto. Abbiamo scelto colori, tonalità e accostamenti, cercando di dare forma e armonia alla figura.
Ogni piccolo pezzo di rivista, preso singolarmente quasi insignificante, ha iniziato così a diventare parte di un’immagine più grande.
Il lavoro ha richiesto tempo, passione e collaborazione in team.
La realizzazione dell’opera ha permesso di unire due aspetti apparentemente lontani: da una parte il riciclo e la trasformazione creativa di materiali di uso quotidiano, dall’altra il valore simbolico e culturale di un’immagine legata al luogo di culto e al vissuto dei nostri ospiti.
Le riviste, destinate a essere scartate, hanno così trovato una nuova funzione e un nuovo significato, trasformandosi, frammento dopo frammento, in un’opera destinata a caratterizzare il nostro spazio e a raccontare il contributo delle persone che l’hanno realizzata.
L’8 ottobre 2026, durante la celebrazione della Santa Messa, l’opera è stata inaugurata e benedetta dal nostro parroco, Don Alessandro, in un momento di entusiasmo e partecipazione collettiva. Nel rispetto della funzione originaria del luogo di culto, che mantiene la sua caratteristica di spazio aperto a tutte le religioni, l’opera verrà esposta durante gli eventi religiosi. Per i primi giorni, invece, sarà possibile ammirarla e condividerla con tutta la comunità della RSA.
Da semplici frammenti di carta è nata così un’opera che parla di creatività, collaborazione, memoria e appartenenza.
Francesca Scavello e Laura Catena, Educatrici
Silvia Ferraretto, Terapista Occupazionale



