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Il liceo scientifico STEAM a Parma, una vera rivoluzione nel modo di fare scuola in Italia. INTERVISTA al prof. Umberto D’Amario

Il Liceo Steam International è una vera rivoluzione nel modo di fare scuola in Italia.

E’ un percorso di studi capace di portare gli studenti ad affrontare le sfide dell’odierna società complessa e globale con una preparazione competitiva rispetto ai coetanei delle aree più avanzate del mondo.

Sono tre i licei STEAM International in Italia, uno di questi a Parma: il liceo scientifico Adriano Olivetti.

In vista dell’open day del 2 dicembre (con posti limitati) siamo andati a conoscere meglio questa realtà con chi questa scuola la fa, il prof. Umberto D’Amario, che è arrivato all’insegnamento dopo un percorso lavorativo di alto profilo nel settore industriale.

 

 

Professore, qual è la sua storia professionale?

Appena laureato in chimica ho ricoperto incarichi tecnici per alcune società di consulenza di Parma, per poi iniziare la carriera commerciale in un’azienda metalmeccanica a Brescia. Da lì sono cresciuto in altre aziende, fino ad arrivare alle multinazionali.

Nell’ultima esperienza, infatti, la più significativa, ho ricoperto il ruolo di direttore commerciale Italia della multinazionale Pramac, terza produttrice di gruppi elettrogeni al mondo e proprietaria del Team Pramac-Ducati Racing, squadra oggi di punta nel circuito del motomondiale GP che può vantare tra le sue fila, dal 2002 a oggi, piloti come Tetsuya Harada, Loris Capirossi, Danilo Petrucci, Jack Miller, Francesco Bagnaia, Johann Zarco e Jorge Martin.

Sono quindi passato all’incarico di responsabile per la divisione Power System.

In seguito mi è stato proposto il ruolo di Business Group Director della stessa divisione per 16 filiali nel mondo di Pramac ma per rimanere vicino alla mia famiglia ho compiuto una non facile scelta diversa, declinando l’offerta.

Affascinato dall’insegnamento, decisi di partecipare a una selezione per entrare nel mondo della scuola conseguendo nel frattempo anche il diploma universitario di specializzazione per l’insegnamento di sostegno. Da due anni sono docente di science (chimica e biologia) allo STEAM attratto dalla proposta didattica di cui mi sono subito innamorato.

 

 

Qual è l’identità del Liceo STEAM di Parma?

Il diploma è quello di un liceo scientifico quadriennale con indirizzo scienze applicate che consente di accedere a qualunque università al mondo. La maturità è raggiunta con un anno in anticipo, quattro anni invece dei cinque tradizionali. Si guadagna un anno, e da ciò deriva un’attività piuttosto intensa.

L’intelligenza della didattica STEAM consente un apprendimento diverso e più rapido, conseguendo conoscenze anche più

approfondite.
Il principale punto di forza del liceo è la metodologia “human base centered” che pone lo studente, con i suoi progressi, caratteristiche e attitudini, al centro dell’attenzione di tutto il corpo docente.

L’altro aspetto fondamentale è la ricerca di competenze e non di contenuti, di metodologie e non di nozioni, ormai reperibili ovunque. La rivoluzione didattica è formare persone che siano in grado di interfacciarsi con la complessità del mondo lavorativo che il futuro ci propone, rendendole protagoniste del loro apprendimento. Cioè viene rotto lo schema abituale del professore dietro la cattedra che trasmette nozioni e gli studenti che devono apprendere seduti dall’altra parte, creando una dinamica alunni-docenti statica. Viceversa l’approccio STEAM prevede il pieno coinvolgimento dello studente che diventa la parte centrale, fondante e proattiva del proprio percorso formativo.

 

 

Come fate?

Non utilizziamo una didattica tradizionale, riduciamo al necessario le lezioni frontali puntando invece su collaudate metodologie come il peer to peer, cooperative learning ed il project based learning, ovvero l’acquisizione di conoscenze attraverso micro progetti che sviluppano la capacità di risolvere i problemi in gruppo, di andare a cercare informazioni, di trovare risposte a un quesito sulla base del trasferimento delle conoscenze essenziali ovviamente mediate dal docente, che non è più un mero somministratore di nozioni ma una guida per acquisirle rispettando lo stile cognitivo e di apprendimento di ogni studente con le sue peculiarità.

Un altro aspetto peculiare dello STEAM è la non separazione tra materie scientifiche e umanistiche, cioè l’interdisciplinarità in una costante ricerca di una convergenza tra le due aree affinchè una sia al servizio dell’altra, senza compartimenti stagni o barriere, perchè il bagaglio culturale sia un tutt’uno nella sua complessità.

 

 

Le dimensioni didattiche dello STEAM sono essenzialmente tre:

– le core lessons, diverse dalle lezioni tradizionali ma rappresentano la quotidianità scolastica;

– i crash courses, ovvero approfondimenti verticali di tematiche mono o interdisciplinari (case history e partnership con un’azienda o un committente esterno);

– gli action learning lab (ALL), veri e propri laboratori di creatività scientifica a 360° che si svolgono per due settimane alla fine di ogni trimestre, in collaborazione con un committente esterno (solitamente un’azienda, come Chiesi Farmaceutici, Dallara SpA, Consorzio del Parmigiano Reggiano, etc.) che affida agli studenti divisi in gruppi lavori a progetto di cui essi sono interamente responsabili, dall’organizzazione delle varie fasi alla produzione di un prodotto finito, non necessariamente materiale, con un approccio di taglio decisamente aziendale. Ogni team assegna i compiti e le funzioni di responsabilità al suo interno (project leader, documentatore, grafico, tecnico) con l’obiettivo di riuscire a rispondere al quesito o al problema posti dal committente. Tutto ciò sfocia nella produzione di una relazione, un video, un podcast che vengono poi presentati a una giuria di cui fanno parte i docenti e le aziende. Il risultato pesa in pagella. Si tratta di project work verticali dove gli studenti possono attingere a qualsiasi strumento e dove la loro creatività, che li porta a sviluppare prodotti spesso “di livello” diversi tra loro, viene premiata. I risultati sono presentati in inglese.

 

 

A propositivo, come viene studiato l’inglese?

Oggi l’inglese è pervasivo nella vita quotidiana e deve essere così anche nella scuola. Facciamo lezioni di inglese in lingua inglese. Il percorso è graduale e si compie insieme agli studenti con l’obiettivo di arrivare a coprire almeno il 50% delle lezioni in lingua inglese, per tutte le materie. Alleniamo gli studenti a passare dalla lingua italiana alla lingua inglese senza soluzione di continuità.

La scuola è accreditata Cambridge, quindi gli studenti ottengono per alcune materie un diploma riconosciuto a livello internazionale.

Per ora i risultati sono ottimi, gli studenti sono molto coinvolti e a scuola vengono volentieri, sentendosi non un numero ma parte di una comunità intraprendente e curiosa, desiderosa di imparare sotto la guida di professori… un po’ speciali e appassionati.

Essendo pienamente protagonisti della costruzione del loro percorso culturale e umano vogliono esserci e si sentono stimolati a dare il meglio di loro stessi.

Andrea Marsiletti

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