Il magazine della cooperativa sociale Proges

Il magazine della cooperativa Proges

Il mondo della cooperazione educativa reggiana insieme per la qualità e l’innovazione

“E’ una questione di qualità: spunti di innovazione della cooperazione educativa”.

Era questo il titolo del convegno che si è tenuto sabato 13 gennaio ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia promosso e organizzato dalle centrali cooperative Legacoop Emilia Ovest e Confcooperative Terre d’Emilia, insieme alle cooperative associate Proges, Coopselios, Accento e Pantarei.

 

 

La parola “insieme” ci ha permesso di realizzare un evento ben riuscito grazie al contributo di idee, all’impegno e alla passione di ciascuno di noi.

I tempi erano maturi per fare sentire la nostra voce. La voce di una cooperazione che tanto si è spesa e continua a spendersi per mantenere la qualità riconosciuta come il fiore all’occhiello dell’esperienza educativa della città.

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato numerosi educatori, insegnanti, pedagogisti, genitori, cittadini, amministratori, dirigenti dei servizi educativi del pubblico e del privato sociale, è stato espresso un pensiero collettivo e condiviso sul ruolo della partecipazione democratica nella costruzione della cultura dell’infanzia insieme alla cultura dei diritti per tutti.

Dalla riflessione sincera, non autocelebrativa, è emerso il nostro protagonismo nel realizzare e sentirsi parte di un sistema pubblico integrato che permette alla città di Reggio Emilia di scolarizzare il 59% nella fascia 0/3 anni e il 98% nella fascia 3/6 anni.

A 40 anni dall’inizio dell’esperienza dei servizi educativi convenzionati in città, come movimento cooperativo abbiamo sentito il bisogno di risignificare e aggiornare il senso di questa esperienza.

Si è partiti dalla ricostruzione storica di Eletta Bertani, assessora alla scuola negli anni ’80. All’epoca si stava delineando qualcosa di nuovo e impegnativo in una vera e propria sfida che metteva alla prova il pubblico, i soggetti privati e una città che aveva espresso già dal dopoguerra, attraverso chiare e decise scelte politiche, l’avvio di una straordinaria storia educativa capace di varcare i confini nazionali.

Forti della cultura da cui sono nate e a cui appartengono, negli anni le nostre cooperative si sono arricchite di varie esperienze e hanno portato questo messaggio pedagogico in tante altre città e regioni e all’estero.

L’educazione è una responsabilità della comunità e quindi il movimento cooperativo ha sempre sentito di poter contribuire con i propri valori e competenze, nel rispetto dell’identità di ciascuno, a diffondere la cultura dell’infanzia. “Una cultura che si è costruita giorno dopo giorno sul principio della qualità educativa e che può essere rinnovata solo investendo sulla formazione continua del personale” ha dichiarato l’assessora del Comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni.

 

 

Oggi è in atto un dibattito culturale che sta mettendo in crisi il ruolo dell’educatore/insegnante. Si sta assistendo a una fuga dalle professioni di cura. Ciò mette a rischio la tenuta dei servizi educativi che sappiamo essere fondamentali per la vita di bambine/i, adolescenti, adulti e famiglie. “Bisogna operare affinchè il lavoro educativo torni a essere attrattivo e la dignità della professione sia rilanciata” ha continuato l’assessora.

E’ questa una delle sfide della complessità che stiamo vivendo e che deve portare l’educatore a non perdere o a far rifiorire quella motivazione e quella passione, come ha ribadito la pedagogista Rachele Furfaro. Esse sono alla base di un lavoro quotidiano sì faticoso ma che per creare qualità e opportunità per tutti ha bisogno di solidarietà, di imparare a muoversi verso un pensiero delle connessioni, di costruire alleanze con le famiglie.

“In un sistema di welfare evoluto il ruolo della cooperazione è e rimane fondamentale. C’è la necessità di risorse per garantire qualità e innovazione e rispondere alle esigenze sociali emergenti” ha aggiunto Edwin Ferrari, presidente di Legacoop Emilia Ovest.

 

 

In questo quadro il sindaco Luca Vecchi ha sottolineato che “non c’è altra scelta che percorrere la strada dell’innovazione ed esprimere capacità di co-progettazione perché, voltandosi indietro, si impara che i risultati sono sempre nati da storie collettive”.

La mattina di lavoro insieme è stata un tempo di qualità arricchito dai significati che ciascuno ha trasmesso al gruppo, da un “noi” composto di idee, dubbi, domande, saperi, voglia di raccontare. Un “noi” forte che ha espresso obiettivi comuni e la volontà di continuare a lavorare insieme sulla strada dell’innovazione.

E’ stato lasciato un messaggio chiaro e deciso alle nuove generazioni di educatori/insegnanti e alle famiglie: in educazione ognuno deve fare la sua parte, perchè essa è una questione che riguarda tutti.

Le parole del cantante Roberto Vecchioni hanno invitato a “immaginare per il mondo dell’educazione pensieri tra il probabile, il possibile, l’alternativo, e che le azioni li seguano con mente e cuore”.

Hanno indicato il cammino da intraprendere.

Margherita Chiarenza, pedagogista Proges

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