Carmine Del Rossi è medico chirurgo pediatra, già Primario della Chirurgia Pediatrica di Parma, membro fondatore e attuale Presidente dell’associazione Operare per. Nel mondo dalla Parte dei Bambini OdV.
Professor Del Rossi, di cosa si occupa l’associazione Operare Per, nel mondo dalla parte dei bambini?
Operare per è un’associazione che organizza missioni di chirurgia pediatrica in paesi dove questa specialità è poco sviluppata o è del tutto assente. Il nostro obiettivo non è però solo colmare una lacuna, ma diffondere competenze e buone pratiche pensando al futuro.
Dove siete presenti?
Abbiamo effettuato ben 32 missioni in Bangladesh, dove è stato costruito un ospedale a Khulna per effettuare interventi chirurgici di varie specialità pediatriche. Abbiamo poi effettuato oltre una decina di missioni in un ospedale generalista a Butare in Rwanda. E siamo stati operativi In Iraq e in Uganda. Ultimo ma non ultimo il nostro progetto più recente, nella regione africana del Somaliland.

Chi partecipa alle missioni?
Le nostre équipe sono formate da chirurghi pediatrici, anestesisti pediatrici e personale infermieristico specializzato nell’ambito della sanità per l’infanzia. L’associazione è ormai ben conosciuta in Italia e in ambito internazionale, per cui abbiamo una lunga lista di professionisti che chiedono di partecipare alle nostre missioni. Ma il nucleo del nostro gruppo ha un’importantissima componente parmigiana, e un legame inscindibile con l’Ospedale del bambino della nostra città.
Chi genere di interventi vengono realizzati, nelle realtà di cui ci ha parlato?
Il lavoro chirurgico che svolgiamo durante le missioni è estremamente delicato, perché non riguarda interventi di ordinaria amministrazione, ma quella che noi chiamiamo ‘chirurgia maggiore’: correggiamo ad esempio gravi malformazioni congenite del tratto gastro-intestinale e urogenitale, che in quei paesi significano una pessima qualità e una ridotta aspettativa di vita. Si tratta di interventi che richiedono grande esperienza e comprovate capacità tecniche. Purtroppo anche per questa ragione è diventato più difficile finanziare le missioni. Oggi molti dei nostri sforzi riguardano l’organizzazione di eventi per l’autofinanziamento del nostro lavoro. Inutile precisare che il personale sanitario impegnato lavora a titolo gratuito.
Come si può sostenere Operare Per?
E’ possibile fare donazioni e devolvere il 5 per mille; anche le imprese possono sponsorizzare e promuovere le nostre iniziative. Tutte le modalità per aiutarci e fare donazioni sono illustrate su www.operareper.org
Martedì 1° dicembre si svolgerà un importante evento per il finanziamento delle prossime missioni.
Esatto. Abbiamo organizzato una serata conviviale con cena presso la Corale Verdi di Parma, luogo da sempre legato alla cultura e al cuore solidale della nostra gente. Hanno già annunciato la loro presenza esponenti delle istituzioni, dell’associazionismo, del Terzo Settore, della cultura e dello sport. E abbiamo ricevuto il sostegno di importanti sponsor come Rosa Dell’Angelo, Civa Group Distribuzione, Grana Padano e altri che si stanno aggiungendo. Quella sera speriamo di poter abbracciare e ringraziare tanti parmigiani. [Per info e prenotazioni, vedi la locandina qui sotto]

Un veterano come lei, membro fondatore dell’associazione con oltre 50 missioni all’attivo, come immagina il futuro di Operare Per?
La mia speranza è che le missioni possano continuare e allargarsi per numero e per estensione. Ci sono paesi come il Bangladesh che hanno saputo migliorare le proprie condizioni sanitarie e dove oggi si può alzare ulteriormente il livello della collaborazione. In parte dell’Africa è in atto un percorso di formazione del personale locale che sta accrescendo il grado di autonomia la capacità di costruire partnership a distanza. Ma ci sono ancora tanti paesi africani privi di servizi e know-how, dove la nostra attività a sostegno dei medici locali potrebbe essere molto utile. Certo, questo allargamento dovrà passare anche attraverso un ricambio generazionale all’interno dell’organizzazione. Abbiamo un gruppo affiatato di giovani professionisti di talento che rappresentano un grande capitale e ai quali spetta costruire il futuro di questo progetto. AM