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“Strategica Mente”, come prevenire l’invecchiamento mentale. INTERVISTA al prof Giuseppe Alfredo Iannoccari

Giuseppe Alfredo Iannoccari è neuropsicologo, dottore di ricerca e docente all’Università statale di Milano. Presidente di Assomensana, è un attento divulgatore scientifico. Ha creato nel tempo numerosi metodi, marchi e programmi di training cognitivo per la prevenzione dell’invecchiamento mentale e il potenziamento delle abilità cognitive.

Parlando con lui si ha la precisa impressione di un professionista che in ogni momento sa comunicare la problematica, il contesto che la genera, i metodi da adottare, le soluzioni possibili, con una chiarezza davvero esemplare. D’altra parte la sua esperienza più che ventennale sui temi della prevenzione dell’invecchiamento mentale lo ha portato a un’attività scientifica, terapeutica e divulgativa anche attraverso varie ed autorevoli pubblicazioni.

Le più recenti sono “Strategica Mente. Istruzioni ed esercizi pratici per un cervello vincente a tutte le età”, scritta in collaborazione con Nicoletta Carbone, edito nel 2022 da Il Sole 24 Ore – e presentata a Milano il 23 maggio 2023, presso l’Adriano Community Center nell’ambito del ciclo di “Diversamente giovani. Incontri e laboratori per l’invecchiamento attivo” – e “Declino cognitivo. Intervenire con esercizi di stimolazione neuropsicologica”, uscita nel maggio 2023 per Franco Angeli Editore.

 

 

Di cosa parlano i suoi libri più recenti: “Strategica mente” e “Declino cognitivo”?

Occupandomi di prevenzione dell’invecchiamento da più di 20 anni, studiando a fondo gli aspetti che prevengono l’invecchiamento mentale, sono arrivato a produrre due pubblicazioni con un taglio diverso, entrambe però nel perimetro della divulgazione scientifica.

Quali sono i meccanismi di funzionamento del cervello? Come si esprime la mente…? Quali sono le strategie per migliorare e razionalizzare le proprie capacità? Come mantenere in attività le principali funzioni cognitive? Infine, quali sono gli esercizi utili per conseguire questo obiettivo?

“Strategicamente” nasce dalle numerose interviste condotte sul tema, con l’obiettivo di fornire “Istruzioni ed esercizi pratici per un cervello vincente a tutte le età” (come recita il sottotitolo).

Quali sono i meccanismi di funzionamento del cervello?

“Declino cognitivo” è rivolto a un pubblico più specialistico, per consentire agli operatori di avere uno strumento pratico per conoscere i meccanismi di invecchiamento del cervello. Alla fine del libro c’è una serie di esercizi che possono essere utili sia ad operatori che ai caregiver.

Sebbene io non me ne occupi direttamente, so che i libri stanno andando entrambi molto bene.

Cosa dovrebbe fare, in breve, una persona anziana per prevenire e curare l’invecchiamento mentale e potenziare le abilità cognitive?

È innanzitutto importante riprendere quello che diceva J.F. Kennedy: “il tetto va riparato quando splende il sole”. Occorre essere proattivi, attivarsi ed agire quando si è in salute. Questa è la prima regola.

In una pubblicazione meno recente (“I dieci pilastri per un cervello efficiente”) descrivo proprio i fondamenti per una corretta prevenzione: alimentazione, sonno, attività fisica, ginnastica mentale. Ad esempio, essere curiosi è fondamentale: significa fare uno scatto di reni rispetto alla pigrizia e alla sedentarietà. Intrattenersi con hobby e passioni consente di approfondire le conoscenze. Il giardinaggio può essere un’attività molto utile, tanto per citarne una.

L’altro aspetto sono le relazioni, che sono fondamentali: stare in rapporto con gli altri, con amicizie scelte e relazioni sane, è un farmaco che non ha controindicazioni. Ci sono studi recenti che lo confermano: la salute è collegata ad una vita relazionale ricca e distribuita in vari contesti.

Nella prevenzione e contenimento dei problemi connessi all’invecchiamento mentale, quanto può fare appunto il contesto in cui l’anziano è inserito?

Gli studi ci confermano che l’ambiente “arricchito” è quello che può dare di più, a livello di stimolo. Ad esempio, alloggiare in una stanza con oggetti personalizzati è molto potenziante.

Il contesto allargato è altrettanto importante: che sia un condominio o qualunque ambiente dove è facile incontrarsi, con spazi comuni. L’obiettivo è quello di essere raggiunti da un numero ampio di stimoli possibili.

Un altro elemento fondante è relativo alla stimolazione cognitiva: avere l’opportunità di fare un’attività che possa stimolare il cervello.

“Ginnastica mentale” è un nostro marchio registrato: Assomensana ha 25 sedi in tutta Italia. Nelle attività proposte abbiamo osservato come le persone siano più lucide ed efficienti rispetto all’inizio del percorso. C’è un miglioramento, non solo un mantenimento delle capacità cognitive.

Due caratteristiche del contesto sono particolarmente importanti: quella emozionale/affettiva e quella relativa alla riduzione degli stress, di vario genere, dai rumori ambientali, alla mancanza di comodità quotidiane, al pagamento delle bollette… occorre cercare di diminuire i fattori di stress e al contempo di supportare adeguatamente l’aspetto emozionale e affettivo.

 

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Come può migliorare la vita di una persona anziana con la tecnologia e in particolare la domotica?

La curva discendente nell’uso della tecnologia all’aumentare dell’età è un dato statistico, ovvero è una tendenza incontrovertibile. Ovviamente, per fortuna, ci sono numerose eccezioni dovute a competenze individuali.

Le tecnologie ci hanno semplificato la vita ma nel mantenimento delle capacità cognitive possono rivelarsi come un tallone d’Achille. Ad esempio l’uso della calcolatrice è un’arma a doppio taglio. Allo stesso modo lo è l’uso del navigatore (rispetto all’uso delle cartine). Le tecnologie infatti sono un grande aiuto, supporto, vantaggio ma c’è il rischio che vadano a sostituirsi alle nostre abilità. Il cervello, se non utilizza alcune funzioni, nel tempo le perde.

Cosa fare per evitare questi rischi?

Usare a nostro vantaggio le tecnologie. Occorre insegnare a tutti, non solo agli anziani, un utilizzo vantaggioso delle tecnologie.
Questo vale per tutti gli ambiti: va bene usare l’agenda elettronica, ma utilizziamo e alleniamo innanzitutto la nostra ‘agenda mentale’, ossia la “memoria prospettica”. Quindi, in pratica, laddove si possono usare le proprie risorse ben venga, anche limitando in parte l’aiuto che può venire dalla tecnologia.

Per la domotica, in breve, vale lo stesso discorso. Se voglio controllare le luci o le scadenze degli alimenti va bene l’utilizzo della domotica. Ma se l’assistente vocale mi ricorda tutto quello che devo fare, si sostituisce al cervello e non va bene.

Il segreto è sempre quello di mettersi nelle condizioni migliori per utilizzare il proprio cervello.

Alberto Padovani

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