il magazine della cooperativa sociale Proges

12 Tv Parma si racconta agli ospiti del centro diurno e residenza per anziani “Il campo”

La storia della televisione locale, il lavoro quotidiano di una redazione e il futuro dell’informazione sono stati al centro dell’incontro tra il direttore di TV Parma, Pietro Adrasto Ferraguti, la giornalista Francesca Strozzi e gli anziani del centro diurno e della casa residenza per anziani “Il Campo” di Parma.

L’appuntamento si è svolto nell’ambito di “Storie che si incontrano – Le voci della città nei luoghi della cura”, la rassegna promossa dalla cooperativa sociale Proges con il patrocinio del Comune di Parma.

Il progetto porta personalità e voci autorevoli della città nelle strutture per anziani, nei gruppi appartamento per persone con disabilità e nei servizi dedicati alla salute mentale. L’obiettivo è superare la separazione tra il “dentro” e il “fuori” dei luoghi della cura, creando occasioni di conoscenza, dialogo e scambio reciproco. La rassegna 2026 comprende undici incontri, aperti anche ai familiari e alla comunità, dedicati a temi culturali e di attualità.

Ad aprire l’incontro sono state la presidente di Proges, Annalisa Pelacci, e la coordinatrice Veronica Cagnolati che hanno ringraziato Ferraguti e Strozzi per avere accolto con l’invito e per essersi messi a disposizione degli anziani in un momento di confronto e conoscenza reciproca.

“Mi fa molto piacere essere qui tra voi, che, tra l’altro, so siete nostri telespettatori” ha esordito Ferraguti. “Il nostro impegno è offrirvi un’informazione il più possibile corretta e autorevole”.

Il direttore ha quindi ripercorso alcune tappe della storia delle televisioni locali parmensi, cominciata nella seconda metà degli anni Settanta. TV Parma nacque nel 1978, nello stesso periodo in cui iniziò l’esperienza di Euro Parma TV, agli albori della televisione privata in Italia. Dopo la chiusura di Euro Parma TV, a metà degli anni Ottanta arrivò Teleducato, dando vita a una stagione di confronto e concorrenza tra le due emittenti cittadine.

Tra gli avvenimenti rimasti maggiormente impressi nella memoria di Ferraguti c’è il crollo del padiglione Cattani dell’Ospedale Maggiore, tragedia che portò le televisioni locali di Parma all’attenzione nazionale.

Ferraguti ha ricordato anche la profonda trasformazione degli strumenti di lavoro: “All’inizio utilizzavamo telecamere che pesavano anche venti chili. Oggi è tutto digitale: dal montaggio alla possibilità di seguire la televisione sul televisore, attraverso le applicazioni o direttamente dal telefono”.

 

 

Francesca Strozzi ha raccontato il proprio percorso professionale, iniziato alla Gazzetta di Parma e proseguito a Teleducato e a TV Parma. “In televisione mi occupo di tante cose” ha spiegato la giornalista. “Mi fa piacere ricordare il programma Check Up, in onda il mercoledì e dedicato alla salute, che conduco.”

Numerose e molto dirette le domande rivolte dagli anziani. Una delle prime è entrata subito nel vivo del rapporto tra i media cittadini: “Per Parma è più importante TV Parma o la Gazzetta di Parma?”.

“La Gazzetta di Parma è il giornale della città e possiede un radicamento straordinario” ha risposto Ferraguti. “Al suo interno si trova di tutto, compresa la politica nazionale: è una sorta di Corriere della Sera in piccolo. La televisione, invece, ha il grande vantaggio di essere gratuita, di entrare in tutte le case e di raccontare quanto accade in tempo reale. Consentitemi quindi una risposta un pò ‘democristiana’, ma sincera: sono due mezzi d’informazione diversi, entrambi molto importanti”.

Il confronto si è poi spostato sui progetti futuri dell’emittente. Ferraguti ha parlato delle diverse idee in fase di valutazione: “Penso a un telegiornale del mattino, che possa accompagnare la colazione e far cominciare la giornata con le notizie locali, ma anche a un programma mattutino di intrattenimento. Mi piacerebbe, inoltre, realizzare una trasmissione dedicata a voi. Francesca sarebbe la giornalista perfetta per condurla”.

Immediata la disponibilità di Strozzi: “Sì, lo faccio io. Mi piacerebbe entrare nelle case protette per raccogliere ricordi, testimonianze e aspettative”.

 

 

Un’altra domanda ha riguardato la preparazione del telegiornale. “Ogni giorno il TG nasce in modo diverso” ha spiegato Ferraguti. “Ci incontriamo verso le 9.15, valutiamo quali notizie meritino maggiore attenzione e consultiamo le nostre fonti. Poi dobbiamo scrivere, registrare e montare i servizi per riuscire ad andare in onda a mezzogiorno. A volte una notizia arriva quando il telegiornale è già cominciato e dobbiamo inserirla in corsa. Per l’edizione della sera abbiamo più di tempo per confezionarlo”.

Strozzi ha invece illustrato le difficoltà e le responsabilità della conduzione in diretta: “Il nostro telegiornale non utilizza il gobbo elettronico. Questo comporta il rischio di qualche imprecisione, aumenta la responsabilità di chi presenta, ma rende la conduzione più naturale. La prima volta che ho letto il TG, nel 2001, ero molto tesa. Al termine Ferraguti stappò una bottiglia di champagne per festeggiare. Amo il mio lavoro e oggi affronto la diretta con serenità, anche se c’è sempre da imparare. È importantissima la dizione, perché chi parla deve riuscire a farsi comprendere chiaramente dal telespettatore”.

Proprio su questo punto è arrivata la raccomandazione di uno degli anziani presenti: “Leggete più lentamente il telegiornale, perché faccio fatica a seguirlo”.

“Ha ragione, glielo dico sempre!”, ha risposto sorridendo Ferraguti, rivolgendosi alla giornalista.

L’incontro si è concluso tra applausi e ringraziamenti, con la promessa di ritrovarsi presto insieme, davanti a una telecamera. AM

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