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Accogliere nella complessità: un’esperienza immersiva per abitare il ruolo educativo

Martedì 14 e giovedì 16 aprile, presso la scuola dell’infanzia Primavera, si sono svolti gli ultimi incontri del progetto formativo “Accogliere nella complessità”, che ha coinvolto i servizi 0-6 di Proges e ParmaInfanzia, riunendo circa 120 persone a incontro, tra educatori, educatrici e insegnanti.

L’appuntamento conclude un percorso avviato già dallo scorso anno, fatto di incontri di scambio e formazione condotti dai coordinatori pedagogici. Dopo aver lavorato su diversi temi, quest’anno l’attenzione si è concentrata sul ruolo sociale dei nidi e delle scuole, coinvolgendo complessivamente circa 250 professionisti nei primi due incontri e arrivando, con questo momento finale organizzato in due date, a una dimensione più ampia e condivisa.

 

 

Gli incontri alla scuola Primavera sono stati progettati come un’esperienza immersiva: cinque stanze tematiche attraversate a rotazione in sottogruppi, pensate per offrire stimoli e riflessioni utili al lavoro quotidiano con bambini, bambine, famiglie e territorio.

 

 

Il percorso annuale aveva già visto educatori e insegnanti confrontarsi, prima, a partire da una frase del Manifesto 0-6 di Proges attraverso quadranti di riflessione e, poi, attraverso immagini della quotidianità professionale capaci di raccontare azioni che generano comunità. In questi ultimi due incontri, quelle riflessioni hanno preso forma in esperienze vissute.

 

Nella stanza dei luoghi intimi, tra luci soffuse e voci di bambini molto piccoli, i partecipanti sono stati invitati a ritrovare ricordi d’infanzia legati al rifugio e alla figura del custode, restituendoli in forma scritta. Nei luoghi dell’abitare, allestiti nel giardino, immagini e parole hanno invece accompagnato una riflessione sul significato dell’abitare come processo dinamico, legato al senso di appartenenza e alla possibilità, per ogni bambino, di costruire il proprio modo di stare nel mondo e nella comunità. Gli altri spazi hanno aperto sguardi oltre il noto e il possibile, invitato a immaginare comunità future anche attraverso l’esperienza del progetto Affi-DARSI di Busto Arsizio e proposto esperienze sensoriali nei luoghi da scoprire, attraverso oggetti da toccare ed esplorare.

 

 

Questi incontri hanno rappresentato un rilancio, non una chiusura, del progetto: le esperienze vissute sono diventate patrimonio condiviso da riportare nei servizi e nelle relazioni quotidiane per continuare a costruire comunità educanti capaci di accogliere e trasformare la complessità. FR

 

 

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