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Lucio Caracciolo all’assemblea annuale di Legacoop Emilia Ovest

L’Auditorium del Palazzo del Governatore di Parma ha ospitato l’Assemblea annuale di Legacoop Emilia Ovest, che ha riunito cooperative associate, rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo economico e accademico.

Dopo i saluti istituzionali di Francesco De Vanna per il Comune e di Franco Torreggiani per la Provincia, il presidente Edwin Ferrari ha tracciato un quadro complessivo dello stato della cooperazione sul territorio e le sfide in atto.

Il sistema Legacoop Emilia Ovest ha contato 279 cooperative attive in tutti i settori, dai servizi al sociale, dall’agroalimentare ai trasporti, registrando un valore della produzione complessivo superiore a 7,5 miliardi di euro, 410mila soci e oltre 60 mila occupati, di cui quasi 17 mila nelle tre province di riferimento. Dati che hanno confermato la solidità e il ruolo centrale del modello cooperativo nell’economia di area.

Dal punto di vista congiunturale, il 2025 ha evidenziato una dinamica complessivamente positiva: il 41% delle cooperative ha registrato una crescita del valore della produzione, mentre il 21% ha segnalato una contrazione. Le migliori performance si sono concentrate nella cooperazione sociale e nelle imprese di maggiori dimensioni, confermando la correlazione tra scala aziendale e capacità di resilienza. Al tempo stesso, sono emerse criticità rilevanti: l’aumento dei costi, in particolare energetici, ha rappresentato il principale fattore di pressione, superando anche la storica difficoltà di reperimento di personale qualificato. Si sono inoltre intensificate le difficoltà sui mercati esteri, legate all’instabilità geopolitica e all’incremento dei costi.

Al centro dell’assemblea le riflessioni portate dagli interventi di Lucio Caracciolo, direttore di Limes, che ha proposto una lettura degli scenari geopolitici internazionali in veloce e difficilmente prevedibile evoluzione, e di Rita Cucchiara, rettrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia e scienziata esperta di AI, che ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale, in relazione alle competenze e al lavoro.

A seguire, sì è aperto il dibattito moderato dal giornalista di 12 TvParma Marco Balestrazzi, in cui sono intervenuti rappresentanti del mondo cooperativo: Barbara Piccirilli (Consorzio Nazionale Servizi), Nicola Illica Magnani (COPAV), Gino Donati (La Giovane), Annalisa Pelacci (Proges) e Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna. Ognuno dal proprio punto di osservazione ha messo in luce le implicazioni della congiuntura in corso, e dei temi approfonditi dai relatori.

Nel suo intervento, il presidente Edwin Ferrari ha sottolineato con forza uno dei tratti più distintivi dell’esperienza cooperativa: la sua dimensione intergenerazionale: “La ricchezza prodotta non è stata destinata a una distribuzione individuale, ma ha contribuito a consolidare un patrimonio condiviso e duraturo, rappresentando un elemento di rilievo civile oltre che economico. In questo senso, la cooperazione si configura come un contributo concreto a una più equa distribuzione della ricchezza, fondata sul reinvestimento collettivo, la solidarietà e la responsabilità verso le generazioni future”.

Ferrari ha inoltre richiamato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha evidenziato la peculiare collocazione della cooperazione nel nostro ordinamento per cui la responsabilità sociale non ha rappresentato un limite, ma ha coinciso con la propria finalità. Ha concluso: “In questa prospettiva, la cooperazione rappresenta oggi più che mai un presidio fondamentale per la produzione di benessere collettivo, diritti, inclusione e coesione”.

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