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Lasagna (Liceo Steam international Parma): “Il metodo Steam nasce per dare una visione alla competenza scientifica”

Il Liceo Steam International è una vera rivoluzione nel modo di fare scuola in Italia.

E’ un percorso di studi capace di portare gli studenti ad affrontare le sfide dell’odierna società complessa e globale con una preparazione competitiva rispetto ai coetanei delle aree più avanzate del mondo.

Sono tre i licei Steam International in Italia, uno di questi a Parma: il liceo scientifico Adriano Olivetti.

Abbiamo intervistato Lorenzo Lasagna, che allo Steam International di Parma insegna Filosofia, Storia e Global Perspectives.

 

 

Domanda secca: iscriverebbe suo figlio o sua figlia al Liceo Steam Olivetti?

Certamente, ma solo se fosse lui (o lei) a chiedermelo. Sulla base della mia esperienza, il metodo Steam funziona al meglio se lo studente lo sente affine alla propria intelligenza, se ne è attratto. Dico studente, ma naturalmente allo Steam abbiamo bravissime studentesse.

Quali sono le caratteristiche che deve possedere uno studente o una studentessa per iscriversi allo Steam?

Una chiara propensione per le discipline scientifiche, ma accompagnata da curiosità intellettuale e dalla voglia di comprendere il senso delle applicazioni che utilizza: parlo delle implicazioni matematiche, scientifiche e persino umanistiche. La tecnica dà risposte, noi però coi ragazzi ragioniamo anche su come fare le domande giuste.

 

 

Ci sono particolari abilità che uno studente Steam deve possedere?

Le abilità si costruiscono lungo il percorso. Il cervello di un adolescente è plastico, sviluppa abilità a ritmi che sarebbero impensabili per un adulto. Ma insisto: se le abilità non sono guidate da capacità ‘alte’ di comprensione e di analisi, restano cieche. La ‘tecnologia cieca’ è uno dei grandi problemi della nostra epoca. Il metodo Steam nasce per dare una ‘visione’ e un senso alla competenza tecnologica, proprio come chiedono tutti a gran voce: la società, le imprese, l’Università, la politica.

Quali vantaggi offre il metodo Steam rispetto ad altri indirizzi?

Prepara gli studenti con una forma mentis di tipo universitario: li rende autonomi nello studio e capaci di comprendere i legami tra le diverse discipline. In più, forma una competenza molto richiesta sul mercato del lavoro: ‘imparare facendo’, cioè realizzando progetti. Alla fine di ogni trimestre i ragazzi danno vita a una prova pratica di progettazione (Action Learning Lab) e vengono valutati da una commissione composta anche da figure esterne (manager, imprenditori, professionisti).

 

 

La programmazione Steam prevede una sostanziale equivalenza tra la lingua italiana e quella inglese. Non è esagerato dare tutto questo peso ad una lingua straniera?

Che ci piaccia o no l’inglese è la lingua franca, è la koinè del ventunesimo secolo. Un ragazzo che non parla inglese oggi è come un ragazzo che non parlava italiano negli anni sessanta o come uno scienziato che non conosceva il latino nel medioevo. E’ tagliato fuori dalla gran parte degli scambi culturali, linguistici e sociali del suo tempo, e naturalmente da tutte le più interessanti opportunità lavorative e di studio. L’italiano è una lingua meravigliosa, ma non può più essere l’unica che conosciamo e parliamo.

Parliamo di una delle materie che insegna: la filosofia. Come cambia con il metodo Steam?

La filosofia è una disciplina fondamentale, che purtroppo nelle scuole si studia come cento anni fa. Col risultato che agli occhi di un ragazzo del ventunesimo secolo la filosofia appare una cattiva scienza, inutile, astrusa e superata dai tempi. Allo Steam la filosofia (che chiamiamo Thinking Skills: competenze di pensiero) viene insegnata per problemi concettuali: in che modo conosciamo la realtà?

Cos’è una mente?

Un algoritmo può pensare?

Cosa intendiamo quando diciamo che una nostra azione è sbagliata?

Come si distingue un ragionamento corretto da un errore logico?

Non credo sia necessario spiegare l’utilità di un approccio di questo tipo. Aprite i giornali di oggi, una pagina a caso, e sono certo che vi porrete esattamente quel tipo di domande.

Andrea Marsiletti

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