il magazine della cooperativa sociale Proges

Proges e il futuro della gestione farmaceutica

 

Ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica: la Cooperativa lancia il progetto “Deblistering”, un nuovo standard di sicurezza che parte dalla RSA Adriano per estendersi presto a tutto il network.

Il percorso di crescita di una cooperativa come Proges non si misura solo nei numeri, ma nella capacità costante di guardare oltre, anticipando le sfide del settore socio-sanitario con soluzioni all’avanguardia. In quest’ottica di miglioramento continuo, siamo orgogliosi di presentare l’introduzione del sistema UD-SERVE, un progetto ambizioso che segna il primo passo di un percorso virtuoso volto a ridefinire i parametri di sicurezza clinica e qualità assistenziale nelle nostre strutture residenziali.

Questa iniziativa rappresenta il pilastro di una strategia più ampia che vedrà Proges investire sempre di più in ricerca e sviluppo. Il “Deblistering” — ovvero la preparazione di terapie personalizzate in dosi unitarie — rappresenta una rivoluzione operativa che ha già individuato le sue prossime tappe: dopo questa fase iniziale, il servizio verrà esteso ad altre due strutture del gruppo già selezionate (RSA Casa Serena, Torino, e RSA Pineta, Tradate), confermando la nostra volontà di esportare l’eccellenza tecnologica in ogni nostro nucleo residenziale.

Non a caso siamo partiti da due regioni — Lombardia e Piemonte — la cui normativa consente maggiore flessibilità nei parametri di personale. Ciò permette, da un lato, di ridurre il tempo dedicato ad attività meccaniche, aumentando gli standard di sicurezza; dall’altro, di reinvestire il tempo nella relazione e nella cura, dove il fattore umano resta un valore insostituibile. L’auspicio è che altre regioni per noi strategiche, come Emilia-Romagna e Toscana, decidano di evolvere i propri sistemi di accreditamento verso nuovi scenari, anche alla luce dell’ormai strutturale carenza di risorse infermieristiche, che interessa da tempo il mercato del lavoro del comparto sanitario e socio-sanitario e ha origini multifattoriali: una crisi vocazionale e demografica a fronte di un aumento dei bisogni.

Per approfondire i dettagli tecnici e il valore umano di questa innovazione, abbiamo intervistato Serena Antonelli, project manager del progetto.

Serena, partiamo dalle basi: cosa si intende esattamente per “progetto Deblistering” e quali sono le principali criticità del metodo tradizionale che questo sistema punta a risolvere?

Il progetto Deblistering consiste in un servizio specializzato di riconfezionamento dei farmaci in dosi unitarie personalizzate, preparate da farmacisti esperti sulla base del piano terapeutico del singolo ospite.

Rispetto al metodo tradizionale di preparazione in RSA, questo sistema introduce benefici determinanti:

Riduzione del rischio clinico: si azzerano gli errori dovuti a distrazioni, interruzioni o scambi di farmaci per somiglianza fonetica o di packaging. Ogni bustina riporta una tracciabilità univoca (dose, orario e nome dell’ospite).

Ottimizzazione del carico di lavoro: solleva il personale infermieristico dalla preparazione manuale della terapia giornaliera, liberando tempo prezioso per l’assistenza diretta.

Riduzione degli sprechi: il deblistering centralizzato riduce drasticamente le scorte di reparto e i medicinali inutilizzati, semplificando la gestione di lotti e scadenze.

Sicurezza igienica: riduce la manipolazione diretta dei farmaci, evitando contaminazioni crociate o frammentazioni errate delle compresse.
Aderenza terapeutica: garantisce che l’ospite riceva il farmaco corretto al momento giusto, grazie alla massima facilità di somministrazione.

Entriamo nel cuore del processo UD-SERVE. Come avviene, tecnicamente, la preparazione e la consegna delle terapie personalizzate?

Il processo inizia con l’integrazione tra i software della struttura e quelli della farmacia. Questo garantisce un flusso informativo costante e l’aggiornamento in tempo reale delle prescrizioni mediche. Ogni flusso viene validato entro un orario limite (cut-off) concordato con il team Deenova, assicurando la massima correttezza prima dell’allestimento.

La fase operativa avviene nella centrale di deblisteraggio ed è così articolata:

Estrazione e stoccaggio: i farmaci vengono estratti dai blister originali in ambienti controllati. Ogni medicinale viene inserito in un contenitore dedicato (canister) che ne riconosce automaticamente il contenuto.

Confezionamento: la macchina seleziona le compresse necessarie per ogni specifico momento di somministrazione e le sigilla in bustine trasparenti, creando un rotolo continuo per ogni fascia oraria.

Controllo qualità: ogni bustina è analizzata da un sistema di visione artificiale (doppio check) e stampata con dati identificativi, codici a barre e QR code per consultare i fogli illustrativi.

Consegna e somministrazione: i rotoli arrivano settimanalmente in contenitori protetti. L’infermiere, seguendo le buone prassi, identifica l’ospite e scansiona il codice a barre sulla bustina: il sistema conferma la corrispondenza tra farmaco e paziente, segnalando eventuali integrazioni (come gocce o unguenti) non imbustabili.

La sicurezza è sempre la priorità assoluta. In che modo le bustine personalizzate e l’uso del software garantiscono una tracciabilità totale e “azzerano” il rischio di errore umano durante la somministrazione?

La sicurezza è garantita da un sistema a prova di errore. Ogni bustina è legata esclusivamente a un ospite e a un orario specifico, impedendo somministrazioni anticipate o posticipate. Durante la scansione, il software mostra all’infermiere l’immagine del contenuto e ne conferma la conformità alla prescrizione.

In caso di discrepanza, il sistema blocca la procedura con un alert immediato. Infine, ogni operazione genera una traccia digitale (“chi ha fatto cosa e quando”). In caso di ritiro di un lotto dal commercio, è possibile risalire istantaneamente a ogni singola bustina che lo conteneva.

Quali benefici concreti hanno riscontrato gli infermieri in termini di gestione del tempo?

L’automazione trasforma radicalmente la giornata tipo dell’infermiere, spostando il focus dal “fare” al “prendersi cura”. Dimezzando i tempi tecnici di preparazione e ricerca dei farmaci nei cassetti, il professionista può reinvestire queste ore in attività ad alto valore aggiunto: monitoraggio clinico, osservazione e relazione con l’ospite. Questo non solo migliora l’umanizzazione della cura, ma riduce anche la fatica mentale e il rischio di burnout, aumentando la soddisfazione professionale.

Perché è stata scelta Deenova come partner e come si inserisce questa collaborazione nella visione futura di Proges?

La scelta di Deenova risponde alla volontà di Proges di affidarsi a un leader tecnologico con standard di sicurezza ospedalieri. La loro tecnologia closed-loop garantisce la tracciabilità totale, dalla farmacia al letto del paziente.

Questo progetto segna l’avvio di un percorso strategico: è già stato definito un cronoprogramma per estendere il deblistering ad altre strutture Proges. L’obiettivo è integrare l’innovazione digitale per migliorare l’efficacia delle cure. Per noi, investire in tecnologia significa liberare il tempo umano dai compiti meccanici, permettendo ai nostri professionisti di tornare a una visione olistica dell’ospite, dove cura e relazione restano centrali.

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