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L’innovazione tecnologica al servizio dell’uomo: il Crash Course del prof. Ciampolini al liceo Steam di Parma

L’innovazione tecnologica al servizio dell’uomo. Da qui ha preso il via il Crash Course di Global Perspectives al Liceo Steam International Parma tenuto dal Prof. Paolo Ciampolini, docente di Ingegneria Elettronica presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, organizzato nell’ambito delle lezioni di Thinking Skills.

Un incontro di stampo universitario, svolto interamente in lingua inglese, dal titolo “Innovation for health and wellbeing: technology in a changing society”. Il Prof. Ciampolini ha presentato un excursus storico legato agli sviluppi dei dispositivi digitali nelle diverse epoche e dei grandi nomi che hanno lasciato un segno indelebile nel progresso e nell’analisi del mondo tecnico-scientifico, soffermandosi sulle differenti evoluzioni tecnologiche e tracciando una interconnessione tra processi e utilizzi. Il tutto focalizzato su un approccio “human centered”, ovvero volto a migliorare e semplificare la vita quotidiana dell’uomo, all’intero di una società dove la portata dell’impatto tecnologico tocca non soltanto l’innovazione, ma anche l’economia e la cultura.

Ne è derivato un focus legato a diversi aspetti come quello sul significato della cosiddetta riduzione dimensionale, lo “small is better” che identifica nell’ideazione di componenti e supporti sempre più ridotti un conseguente incremento in fatto di velocità di utilizzo, funzionalità, affidabilità, minor ingombro, contenimento dei consumi e dei costi.

 

Lasagna (Liceo Steam international Parma): “Il metodo Steam nasce per dare una visione alla competenza scientifica”

 

E ancora la diffusione della Legge di More, che illustrava come nel periodo 1959-1965 il numero di componenti elettronici che formano un chip (quali i transistor) fosse raddoppiato ogni anno. Supposizioni, diventate appunto leggi, che hanno dato il via all’evoluzione dei processori.

Il Prof. Ciampolini ha poi affrontato l’ambito dello IoT, ovvero l’Internet of Things, una delle tecnologie più importanti del ventunesimo secolo. Lo IoT comprende quegli oggetti fisici, ossia le “things”, che hanno sensori, software e altre tecnologie integrate allo scopo di connettere e scambiare dati con altri dispositivi e sistemi su Internet. Una rivoluzione oggi ancora più significativa nella vita di ognuno di noi, che ha favorito la comunicazione tra persone, processi e cose.

Ne deriva sempre di più una visione che interpreta la tecnologia non come obiettivo, ma come strumento per il raggiungimento di obiettivi che possano avere un impatto considerevole e positivo sulla conoscenza e sui servizi. In altre parole, sulla qualità della vita. Per poter ottenere questi risultati è però necessario darsi regole, seguire una doverosa “etica” che controlli e segua lo sviluppo tecnologico, anche per quanto concerne le sempre maggiormente diffuse IA.

 

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“Le tecnologie digitali sono sempre più efficaci ed importanti, aprendo nuovi scenari applicativi e promettendo migliore qualità di vita in numerosi ambiti diversi. Fra questi, la cura della salute e del benessere è fondamentale, stimolando una intensa ricerca scientifica orientata all’innovazione. Ma si tratta anche di un settore nel quale l’interazione fra tecnologia ed essere umano è più delicata e critica, richiamando tecnologi e ricercatori alla necessità di approcci inclusivi ed eticamente fondati”, ha spiegato il prof. Ciampolini. CM

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