Dodici mesi accanto ad anziani e anziane, bambini e bambine e persone con disabilità. Tra laboratori, sorrisi e relazioni autentiche, i volontari raccontano un anno che ha lasciato un segno profondo nella loro vita.
Un anno fatto di incontri, ascolto, crescita e condivisione grazie ai progetti di Legacoop Emilia Ovest nei tre ambiti inclusione, assistenza e educativo: Oltre le barriere, Senza età, Piccole mani.
Si è conclusa l’esperienza di Servizio Civile Universale per tredici giovani impegnati nelle strutture gestite da Proges nei settori dell’inclusione sociale, dell’assistenza agli anziani e dell’educazione all’infanzia.
Per dodici mesi i volontari e volontarie hanno dedicato tempo, energie e sensibilità a persone fragili, bambine, bambini, anziane e anziani, diventando parte integrante della quotidianità delle strutture e contribuendo a creare relazioni significative che hanno arricchito tanto gli utenti quanto loro stessi.
I giovani coinvolti sono stati Michele Maria Adinolfi e Irene Belloni al Porto di Coenzo, Tommaso Gelati e Roly Gabrelle Tiny Nguemo a I Gelsi (via Mordacci Parma), Ebony Aiuihiefe Ona e Irene Marcellino alla CRA Sidoli (Parma), Lorenzo Mineo e Angelo Zagarrio alla CRA Alberi (Prma), Jacopo Barruffi al nido e scuola per l’infanzia Totem (Reggio Emilia), Taisia Viviana Ghibulet e Simone Persiani al nido e scuola per l’infanzia Casa dei Bambini San Donato (Parma), Martina Basili e Antonietta Ganci alla scuola per l’infanzia e primaria Mario Lodi (Parma).
Nelle strutture dedicate agli anziani, i giovani e le giovani hanno affiancato operatori e operatrici in numerose attività: dalla pet therapy alla musicoterapia, dalle tombolate ai laboratori di poesia e cucina. Momenti semplici ma preziosi, capaci di rompere la routine quotidiana e creare occasioni di socialità e benessere.
Nei servizi per l’infanzia hanno sostenuto educatori, educatrici e insegnanti nelle attività rivolte a bambine e bambini, stimolando la creatività attraverso giochi, laboratori e percorsi educativi. Un’esperienza che ha richiesto energia, fantasia e capacità di entrare in sintonia con il loro mondo.
Al Porto di Coenzo e a I Gelsi, invece, le volontarie e i volontari hanno accompagnato persone con disabilità nella realizzazione di piccoli manufatti e attività quotidiane, favorendo percorsi di autonomia, inclusione e partecipazione alla vita della comunità.
Ma il valore più grande di questo anno sembra emergere dalle parole dei ragazzi e delle ragazze. «Ogni giovane dovrebbe fare un’esperienza come questa», raccontano. «Ti cambia la prospettiva, ti fa ricordare cose che spesso dimentichiamo e ti porta a guardare la quotidianità sotto una luce diversa».
Un cambiamento che nasce dall’incontro con l’altro e dalla scoperta di quanto il tempo donato possa trasformarsi in crescita personale. Per molti di loro il Servizio Civile Universale è stato, infatti, non solo un’opportunità formativa e un primo avvicinamento al mondo del lavoro, ma soprattutto un percorso umano capace di lasciare tracce profonde.
A testimonianza di questo viaggio, ragazzi e ragazze hanno realizzato anche un video-racconto che raccoglie immagini, emozioni e momenti vissuti durante l’anno di servizio.
Perché, come spesso accade nelle esperienze più significative, alla fine si scopre che chi pensava di aiutare gli altri ha ricevuto molto di più di quanto immaginasse.