Presso la Comunità Alloggio Villa Vittoria di Filo di Argenta (FE) gestita da Proges, si è svolto un incontro promosso dal Comune di Argenta e dallo SPI CGIL di Argenta, durante il quale è stato presentato l’elaborato autobiografico-narrativo “Sono l’universo che racchiudo in me”.
Il progetto raccoglie le storie e le testimonianze di alcuni ospiti della struttura, che hanno ripercorso i diversi momenti della propria esperienza con il disagio mentale, raccontandoli anche attraverso immagini e riflessioni personali.
Alla base del progetto c’è la convinzione dell’équipe di Villa Vittoria dell’importanza terapeutica della narrazione autobiografica. Raccontare la propria vita, infatti, non significa semplicemente registrare in ordine cronologico gli avvenimenti, ma scegliere quelli che si ritengono più significativi, stabilire collegamenti tra passato e presente e provare a dare un significato alle proprie esperienze.
Questo processo può aiutare la persona a percepire la propria storia come più comprensibile e coerente. Il lavoro autobiografico può assumere forme diverse, dal diario personale alla lettera, e rappresentare per il terapeuta uno strumento per approfondire emozioni, convinzioni, relazioni e strategie di adattamento.
In particolare, la terapia narrativa si concentra sul potere delle storie personali per affrontare traumi, blocchi emotivi e momenti di difficoltà. Mettere in parole emozioni come vergogna, rabbia o tristezza può creare una distanza da ciò che si prova e favorire una maggiore consapevolezza del proprio vissuto.
Attraverso il racconto, la persona può così scoprire anche esperienze, relazioni, interessi ed emozioni positive che contribuiscono a costruire un’immagine di sé che non sia definita esclusivamente dalla malattia.
È proprio per dare voce agli ospiti che hanno scelto di raccontarsi senza filtri che è stata organizzata la giornata di presentazione. Un momento nel quale le loro esperienze sono state condivise con il sostegno degli operatori e delle numerose persone presenti, in un clima di ascolto e partecipazione.
Ha colpito profondamente, pur conoscendone già il contenuto, il racconto di Sara: “Per me la malattia mentale si può affrontare usando un cervello positivo, coltivando pensieri positivi ed escludendo quelli negativi. In questo modo si può essere persone positive”.
E altrettanto intensa è stata la riflessione di Paola sulle emozioni che prova oggi, dopo aver partecipato al progetto di terapia narrativa: “Villa Vittoria è la palestra nella quale sto lavorando per non agire. Ciò che ho scritto otto mesi fa, se lo rileggo, non mi piace: è un racconto freddo, fatto di date e luoghi. Eppure ora so di essere cambiata. Cambiare non so ancora bene come si fa…
Egregio disturbo borderline, la mia difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni… ma sto imparando a non fuggire o ad evitarle, cerco di accettarle senza giudicarle. Sarò sempre una persona vulnerabile. Perché è una linea così sottile quella che supero vivendo”.
Sono parole che restituiscono il senso più profondo del progetto: raccontarsi può diventare un modo per guardare la propria storia da una prospettiva diversa e, forse, per cominciare a riscriverne alcuni significati.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della giornata: il Comune di Argenta, lo SPI CGIL, l’Istituto Ramazzini di Bentivoglio, il Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Ferrara, Auser, il CCM (Comitato Consultivo Misto dell’Azienda USL), CAFCA Formazione Terza Età e il Comando dei Carabinieri per il Comune di Argenta.
Un ringraziamento speciale va infine a tutta la cittadinanza intervenuta, che ha dimostrato grande vicinanza, attenzione e sensibilità nei confronti degli ospiti di Villa Vittoria e del loro percorso.


