È stato presentato, a Palazzo del Governatore, l’Atlante di genere di Parma, un progetto promosso dal Comune di Parma nell’ambito del proprio Gender Equality Plan e realizzato in collaborazione con l’associazione Sex & the City APS, con l’obiettivo di offrire una lettura del territorio attenta alle differenze di genere e di supportare la definizione di politiche pubbliche sempre più efficaci, inclusive ed eque.
Alla presentazione dell’Atlante di genere sono intervenuti il sindaco Michele Guerra e l’assessora a Diritti e Pari opportunità, Caterina Bonetti ed Elena Saccenti, vicepresidente di Fondazione Cariparma.
“Un progetto importante è quello dell’Atlante di genere di Parma – dichiara il Sindaco Michele Guerra – che ha portato avanti anni di lavoro e un questionario molto significativo e analitico, raccolto nel 2025, che oggi ci fornisce quella che è una mappa della città estremamente utile rispetto ai temi di genere e ai temi della disparità. Una mappa che ci mostra come ci siano servizi, itinerari, tragitti e percorsi dentro questa città che hanno bisogno di porsi il tema di genere come tema centrale, per riuscire davvero a costruire una città più giusta e più felice. Quindi salutiamo con grande soddisfazione questa pubblicazione e spero che tante persone possano, online, vedere l’Atlante, attraversarlo e scoprire una Parma che ha anche bisogno di loro”.
Il progetto
L’Atlante nasce dall’esigenza di comprendere come donne, uomini e minoranze di genere vivano e utilizzino la città e il territorio provinciale, evidenziando come tali differenze incidano sull’accesso ai servizi, alla mobilità, all’abitare, alla sicurezza e alle opportunità sociali ed economiche. La ricerca ha coinvolto il Comune di Parma e l’intero territorio provinciale, grazie alla collaborazione di numerosi enti e istituzioni, tra cui Provincia di Parma, TEP e Acer, che hanno contribuito mettendo a disposizione dati e informazioni utili alle analisi e alle mappature.
Il progetto è il risultato di un percorso durato quasi due anni, curato da Florencia Andreola e Laura Da Re per Sex & the City APS e sviluppato attraverso una metodologia già sperimentata con gli Atlanti di genere di Milano e Bologna. Alla raccolta e all’elaborazione dei dati si è affiancato un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadine e cittadini, associazioni, reti territoriali e stakeholder locali attraverso questionari, interviste, attività di ricerca sul campo e una camminata esplorativa partecipata finalizzata ad approfondire le esperienze quotidiane e la percezione degli spazi urbani.
Principali evidenze della ricerca
La ricerca restituisce un quadro in cui la quasi totalità degli episodi di violenza matura all’interno di relazioni note: a livello nazionale come a livello regionale, la maggior parte delle violenze avviene tra le mura di casa (69,2%) e sono perpetrate da partner (63,5%) o ex partner (18%). Chi aggredisce da una posizione di totale estraneità rappresenta, statisticamente, un’eccezione. Le risposte aperte restituiscono tuttavia una mappa dell’insicurezza in cui i luoghi che generano timore non coincidono con quelli più pericolosi in senso statistico: una presenza visibile di povertà viene letta come prova di pericolosità.
Sul contrasto alla povertà e sul ruolo delle politiche di genere, l’Atlante focalizza anche l’attenzione sulle Politiche Abitative. Il patrimonio di edilizia residenziale pubblica a Parma copre il 3,7% del totale degli alloggi, una quota superiore alla media nazionale (2,6%) e alle percentuali di Roma e Milano.
In questo contesto, gli alloggi pubblici familiari sono per il 59% intestati e gestiti da donne. A marcare la differenza è il reddito: il reddito familiare medio dei nuclei con intestataria donna supera di poco i 15.000 euro annui, contro i quasi 20.000 dei nuclei con intestatario uomo. Anche tra chi vive solo in un alloggio ERP, il 62,1% è composto da donne, spesso anziane rimaste sole dopo una separazione o una vedovanza. Emerge, inoltre, la figura delle madri sole: tra i nuclei mono genitoriali con minorenni, il 95,7% ha intestataria donna.
Lo scarto riflette sia un mercato del lavoro con un tasso di occupazione femminile significativamente inferiore rispetto a quello maschile e una retribuzione media giornaliera più bassa; sia il tema del lavoro di cura, che continua a gravare prevalentemente sulle donne, influenzando tempi di vita, spostamenti e opportunità di partecipazione sociale ed economica.
Per molte, quindi, la casa pubblica è ciò che rende sostenibile mantenere un’abitazione a fronte di redditi limitati. Senza un alloggio a canone calmierato, molte dovrebbero scegliere tra spese abitative incompatibili con i propri redditi e una rete di cura difficile da reggere; la casa pubblica permette di mantenere figlie e figli nello stesso contesto scolastico e di costruire reti di prossimità.
Le reti esistenti a Parma
A Parma la rete dei servizi antiviolenza si compone di presidi con funzioni distinte e interconnesse. Al centro operano il Centro Antiviolenza e il CAVS in ambito ospedaliero, che costruiscono un doppio canale – territoriale e sanitario – per la presa in carico della violenza domestica e sessuale. Il numero nazionale 1522, gratuito e attivo 24 ore su 24 anche via chat, resta la soglia più rapida e accessibile; per i casi di tratta e grave sfruttamento intervengono il progetto comunale Oltre la Strada e il Numero Verde Antitratta.
Il Centro Antiviolenza mette a disposizione colloqui di supporto psicologico e di orientamento, mediatrici culturali, consulenza legale con assistenza per il patrocinio gratuito e le ordinanze protettive, orientamento lavorativo e sostegno all’autonomia abitativa. Le operatrici accompagnano fisicamente le donne negli incontri con le forze dell’ordine, le avvocate e gli avvocati, i servizi sociali e sanitari, e coordinano la rete di case-rifugio, con quattro case e trentatré posti letto. Allo stesso sistema appartiene lo Spazio sicuro per le donne e le ragazze, rivolto spesso a donne in condizione di doppia vulnerabilità.
Sul fronte di chi agisce violenza, l’AUSL gestisce il programma Liberiamoci dalla Violenza (LDV), un percorso volontario in quattro fasi condotto dalle psicologhe dell’Unità Operativa Salute Donna. A una scala diversa si collocano i Punti Viola del progetto DonneXStrada: esercizi commerciali – farmacie, negozi, bar – il cui personale è formato per riconoscere situazioni di difficoltà e offrire un primo riferimento.
A Parma e provincia hanno aderito ventotto farmacie, con settantasei persone formate e 41 punti complessivi: non sportelli specialistici, ma presidi diffusi nel tessuto urbano quotidiano.