Ago e filo, musica nell’aria e una piazza piena di vita: così, nel pomeriggio del 7 aprile, il punto di comunità di quartiere Adriano, Magnete, si è trasformato in un piccolo laboratorio a cielo aperto. Tra festoni colorati che ondeggiavano al sole, bambini e bambine che correvano tra i giochi e tavoli pieni di stoffe da reinventare, “Piazza in festa” ha preso forma come un momento semplice, autentico e capace di mettere insieme persone, storie e generazioni diverse.
L’evento, nato come restituzione finale del laboratorio FabLab promosso da Industria Scenica all’interno del progetto Adriano SiCura, ha trovato nella piazza e nell’auditorium Magnete il suo spazio ideale. Qui ha preso vita la grande installazione tessile realizzata da persone over 60 durante il percorso: festoni vivaci e irregolari, cuciti a partire da tessuti di recupero e abiti donati dagli abitanti del quartiere.
Accanto all’installazione principale, la piazza si è popolata anche di altri oggetti nati nei precedenti laboratori FabLab: un tappeto gioco in tessuto, giochi di legno e un carretto delle trottole, che hanno subito attirato l’attenzione di tutti e tutte, soprattutto dei più piccoli, trasformando lo spazio in un’area di scoperta e gioco condiviso.
Anche i bambini e le bambine sono stati protagonisti del pomeriggio. In particolare, quelli di Campo Magnetico, che nei giorni precedenti avevano già lasciato il loro segno contribuendo ad abbellire la piazza e gli spazi di Magnete con un laboratorio di giardinaggio. Insieme all’associazione ControColtura hanno piantato fiori ed erbe aromatiche, aggiungendo nuovi colori e profumi agli spazi di Magnete.
Nel corso del pomeriggio si sono susseguiti momenti laboratoriali con workshop creativi, balli, giochi e musica dal vivo. Non è mancato poi un momento conviviale, con una merenda condivisa a base di colombe pasquali che ha riunito partecipanti del laboratorio, famiglie e abitanti del quartiere. Tra loro anche alcuni ospiti della RSA Adriano, protagonisti attivi del laboratorio stesso, che hanno contribuito alla realizzazione dei festoni esposti.
In questo intreccio di gesti, racconti e materiali, la cura è diventata pratica condivisa e la cultura uno spazio accessibile, quotidiano, capace di generare benessere. E’ stato, insomma, un pomeriggio che ha mostrato con naturalezza come prendersi cura – degli altri, dei luoghi, delle relazioni – possa essere già, di per sé, un atto culturale. E come, allo stesso tempo, la cultura, quando è vissuta insieme, possa diventare una forma concreta di cura. FR






