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Quando la cooperazione salva l’impresa

Che cos’è un Workers buyout? Come funziona? Perché avviene in forma cooperativa?

È stato pubblicato l’approfondimento di Legacoop (scarica il documento) che racconta caratteristiche, dinamiche, storia, tipologie, contesto normativo e mezzi di finanziamento di questo strumento cooperativo, che consente il salvataggio di un’impresa in crisi – oppure senza successori – da parte dei lavoratori che subentrano nella proprietà, conservando competenze, capacità e clienti e, quasi sempre, costituendosi in una cooperativa.

Il Workers buyout è un progetto sociale e imprenditoriale che rappresenta una prospettiva concreta per molte situazioni di crisi o di passaggio generazionale.

Per Workers buyout si intende il salvataggio di un’impresa in crisi – oppure senza successori – da parte dei lavoratori che subentrano nella proprietà, conservando competenze, capacità e clienti e, quasi sempre, costituendosi in una cooperativa. In italiano trova una definizione equivalente in “impresa recuperata” o “impresa rigenerata”, ma è ormai d’uso comune il termine anglosassone.

 

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Il WBO è una possibilità imprenditoriale che poggia su un solido corpus normativo che ne garantisce il supporto patrimoniale e finanziario: messa a fuoco e regolamentata per la prima volta dalla legge Marcora (n. 49) nel 1985, voluta dall’allora ministro dell’Industria Giovanni Marcora, è stata nel corso degli anni rafforzata da numerosi provvedimenti che la rendono un’opzione concreta e in molti casi di successo e gratificazione per chi la sceglie.

I notevoli vantaggi sociali sono stati affiancati nel tempo da quelli fiscali. Con la legge di bilancio 2021 sono state disciplinate specifiche agevolazioni: l’esenzione fiscale per i lavoratori degli importi di TFR che vengono da loro destinati alla sottoscrizione del capitale sociale delle cooperative; l’esenzione dall’imposta di successione e donazione per i trasferimenti di aziende, di quote sociali e di azioni (ex art. 3, c. 4-ter del TU sulle successioni e donazioni, D.Lgs. n. 346 del 1990) e dalla tassazione delle plusvalenze relative alle medesime operazioni, come previsto dall’articolo 58 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Tale normativa ha consentito dal 1986 al 2020 il recupero di 323 imprese da parte dei lavoratori in forma cooperativa, coinvolgendo 10.408 lavoratori con un tasso di sopravvivenza del 35%. Circa il 75% delle operazioni di recupero condotte a partire dal 2003 sono tuttora attive.

La forma d’impresa cooperativa è lo sbocco naturale per le operazioni di Workers buyout, rappresentando, con i valori legati al mutualismo e alla parità di peso dei soci che la contraddistinguono, il miglior sistema per assicurare un seguito di vita sano a un’azienda in crisi o senza successori che viene acquisita dai lavoratori.

Essendo fondata su valori condivisi, la cooperativa rappresenta una forma di impresa che permette di combinare l’innovazione e il lavoro con l’etica, la solidarietà e la sostenibilità: l’attuazione dello scopo mutualistico si traduce infatti sul piano organizzativo nella valorizzazione della partecipazione personale del socio cooperatore e nel rafforzamento della democraticità delle strutture decisionali.

Da quando esiste lo strumento del Workers buyout, Legacoop, tramite il fondo mutualistico Coopfond, ha sostenuto numerose operazioni di successo, creando nuova occupazione e preservando ricchezza, professionalità e competenze: dall’inizio della crisi finanziaria del 2008 ha avviato 75 Workers buyout, che hanno coinvolto 1500 soci e salvato 1700 posti di lavoro.

 

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Nel documento vengono raccontante alcune storie di WBO:

  • Ceramiche Noi, la cooperativa che ha rilevato l’azienda di Città di Castello, in provincia di Perugia, che produce ceramiche e che il titolare aveva chiuso per delocalizzare la produzione in Armenia;
  • Birrificio Messina, che ha consentito a un marchio storico siciliano di sopravvivere, ha salvato e poi creato posti di lavoro e garantito il ricambio generazionale dell’impresa cooperativa grazie alla tenacia dei dipendenti;
  • Fenix Pharma, il WBO che per la prima volta ha coinvolto un’azienda farmaceutica;
  • 7Wash, la storica lavanderia artigianale, salvata da un WBO e i cui dipendenti si sono trasformati in imprenditori fondando una cooperativa;
  • Cooperativa Fonderia Dante, che produce caldaie a basamento, radiatori e dischi freno in ghisa, nata nel 2017 tramite un’operazione di WBO;
  • Cartiera Pirinoli, una grande realtà con 154 dipendenti salvata dalla crisi finanziaria del 2008;
  • la cooperativa Arbizzi, il primo caso di WBO da passaggio di testimone, che produce imballaggi e sistemi di etichettatura;
  • e infine il Centro Olimpo, la prima impresa sottratta alla mafia, operativa nella grande distribuzione organizzata, recuperata dai propri dipendenti grazie a un’operazione di workers buyout.

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