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Intervista – Dania Accorsi (Progetto Albatros): “A Parma registriamo più di 600 nuove diagnosi di autismo all’anno. Un cambio culturale è un vantaggio per tutti”

“Negli ultimi dieci anni le diagnosi di autismo sono aumentate tantissimo. Oggi si stima che un bambino ogni 36 rientri nello spettro autistico, mentre vent’anni fa si parlava di circa uno ogni 150. Non conosciamo ancora le cause: probabilmente entrano in gioco più fattori. Quello che è importante capire è che l’autismo non è una malattia, ma una neurodivergenza. È come avere un sistema operativo diverso e dover vivere in un mondo pensato per un altro ‘software’.”

Così Dania Accorsi, presidente della cooperativa Albatros di Parma, inizia la sua intervista rilasciata a ParmaDaily.it su una problematica crescente tanto nella nostra provincia quanto in Italia. “A Parma sono diagnosticati circa 600 casi di autismo all’anno. In Italia si stimano più di 600.000 persone con autismo.”

 

 

Quando e perché è nata l’associazione Albatros?

La cooperativa è nata nel luglio del 2024 da un gruppo di familiari di ragazzi e ragazzi con autismo. Ci rivolgiamo a giovani tra i 18 e i 35 anni. Ci siamo chiesti cosa fosse davvero utile fare per migliorare la qualità della vita dei nostri ragazzi, soprattutto una volta terminato il percorso scolastico. Da questa riflessione è nato Albatros.

Perché avete scelto il nome Albatros?

Ci siamo ispirati alla celebre poesia di Charles Baudelaire. L’albatro, a terra, appare goffo e viene deriso dai marinai, ma quando prende il volo mostra tutta la sua eleganza e la sua forza. È una metafora perfetta: la persona è sempre la stessa, ma è il contesto a fare la differenza. Se trova l’ambiente giusto, può esprimere pienamente le proprie capacità.

 

 

Quali sono le caratteristiche dell’autismo?

Parliamo di uno spettro molto ampio, quindi ogni persona è diversa. Possono esserci difficoltà nella comunicazione e nelle relazioni, interessi molto specifici, comportamenti ripetitivi e particolari sensibilità sensoriali. Per questo non esiste un solo modo di essere autistici.

In cosa consistono le vostre attività?

Abbiamo avviato percorsi concreti di formazione e inserimento lavorativo.

Sette ragazzi hanno seguito un corso professionalizzante e oggi collaborano con Parma Quality Restaurant guidato dallo chef Enrico Bergonzi e con il bstrot che ha in gestione il servizio di ristorazione allo stadio Tardini. Si occupano del servizio ai tavoli, dell’apparecchiatura, dello sparecchiamento e del supporto al bar. Abbiamo già partecipato a eventi importanti come la Parma Social Dinner.

Nel 2027 partirà a Fidenza un laboratorio di pasta fresca realizzato insieme alla Fondazione Bambini e Autismo. Il progetto si chiamerà “Sfoglia Aut’entica”: un nome che richiama sia l’autenticità dei nostri ragazzi sia quella delle materie prime utilizzate.

 

 

Stiamo lavorando anche con Food Farm a Fraore, dove vogliamo sviluppare un ristorante didattico e laboratori dedicati alla pasta fresca. I nostri ragazzi saranno parte attiva del progetto, affiancando i professionisti e acquisendo competenze reali da spendere nel mondo del lavoro.

Qual è il messaggio che volete trasmettere?

Vogliamo contribuire a cambiare la cultura sull’autismo. Non basta parlare di inclusione: bisogna creare contesti nei quali le persone possano esprimere le proprie capacità. Quando la società cambia sguardo, il vantaggio è di tutti. I nostri progetti e vogliono dimostrare che, con gli strumenti giusti, l’autonomia e l’inserimento lavorativo sono obiettivi concreti, non semplici slogan.

Andrea Marsiletti

 

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