Una serata di emozioni, partecipazione e inclusione sociale, in cui la musica è diventata strumento di incontro, crescita e relazione. È questo lo spirito del concerto conclusivo del progetto “Incanto”, promosso da Proges in collaborazione con l’associazione Musica in Gioco, che da anni porta avanti percorsi di inclusione attraverso la pratica orchestrale e corale rivolti a persone con disabilità e fragilità.
L’evento si è svolto nello storico teatro di Noicattaro (Bari), noto anche per essere uno dei teatri più piccoli d’Italia e per aver ospitato alcune riprese del film Pinocchio.
Sul palco sono saliti gli ospiti delle RSA di Noicattaro, Alberobello e Sannicandro, strutture del gruppo Villa Argento, che fa riferimento a Proges, insieme agli operatori socio-sanitari, infermieri, fisioterapisti e ad altri professionisti delle strutture.
Il progetto è stato sviluppato con il supporto dell’associazione Musica in Gioco, guidata dal professor Andrea Gargiulo, docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, recentemente insignito dal Presidente della Repubblica per il suo impegno a favore dell’inclusione sociale attraverso la musica.
Per alcuni mesi gli ospiti hanno partecipato a incontri settimanali, guidati dal professor Gargiulo e dalla maestra Cinzia Farchi, preparando il repertorio che è stato poi eseguito durante il concerto. Tra i brani proposti, pagine di musica classica e pezzi molto amati dal pubblico come “I Feel Good” e il celebre “Coro a bocca chiusa” dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini.
Uno degli aspetti più sorprendenti del percorso è stato il metodo didattico utilizzato:è ci è ispirati al maestro venezuelano José Antonio Abreu, fondatore del celebre programma El Sistema, che ha dato vita a orchestre sociali coinvolgendo migliaia di bambini e ragazzi provenienti da contesti di disagio. Pur senza conoscere la notazione musicale tradizionale, i partecipanti hanno imparato a seguire la musica grazie a un sistema simbolico che consente anche a chi non legge il pentagramma di eseguire i brani in gruppo. Un’esperienza che dimostra come la musica possa davvero abbattere barriere e creare nuove possibilità di espressione.
Ad assistere al concerto erano presenti i familiari degli ospiti, rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Noicattaro, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa, e cittadini.
“Suonare e cantare insieme significa, anche per noi operatori, imparare ad ascoltarsi, trovare un ritmo comune e armonizzarsi con gli altri. È un messaggio che va oltre la musica e richiama anche il valore del lavoro di squadra all’interno delle nostre RSA” sottolinea Fiora D’Amico, psicologa di Proges. “Fondamentale anche il contributo dell’associazione La Misericordia, che ha garantito il trasporto degli ospiti delle diverse strutture permettendo la partecipazione alle prove e all’evento conclusivo.”
L’auspicio è che il progetto possa proseguire anche nei prossimi anni, continuando a dimostrare come la musica possa essere un potente strumento di cura, relazione e inclusione sociale. AM


