il magazine della cooperativa sociale Proges

Le storie del Parmigiano Reggiano e dei servizi per la salute mentale si sono incontrate

“Il Parmigiano Reggiano deve essere un’icona, come la Ferrari: trasmette emozioni, storia, tradizioni. È molto più di un pezzo di formaggio: è un simbolo identitario che unisce territori, persone e generazioni.”

È stato un confronto intenso quello tra gli ospiti dei servizi per la salute mentale “Casa Amica”, “Villa Mamiani” e “Fattoria di Vigheffio” e il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, che si è tenuto nei giorni scorsi nella biblioteca di quartiere di via Mordacci, gestita dai ragazzi e dalle ragazze di “Casa Amica”.

L’evento, dal titolo “Come il Parmigiano è diventato il formaggio più famoso al mondo”, è stato il quinto appuntamento della rassegna 2026 “Storie che si incontrano – Le voci della città nei luoghi della cura”, promossa dalla cooperativa sociale Proges con il patrocinio del Comune di Parma. Il ciclo di incontri vede personalità e voci autorevoli di Parma mettersi in gioco nelle case per anziani, nei gruppi appartamento per persone con disabilità e nelle strutture dedicate alla salute mentale, raccontando esperienze e creando ponti tra vissuti diversi.

 

 

Era presente per un saluto anche l’assessora ai servizi educativi e alle biblioteche, Caterina Bonetti, che ha rimarcato con parole molto positive il valore della rassegna e la sua capacità di generare relazioni autentiche.

“Se guardiamo le colline e le montagne dove non viene prodotto il Parmigiano Reggiano vediamo tanti boschi. Dove invece si produce, troviamo terre coltivate e curate. Il nostro formaggio è quindi un presidio del territorio e un motore di sviluppo. Non è un caso che l’età media degli agricoltori in provincia di Parma sia di 42 anni, contro una media nazionale di 58: quando c’è convenienza economica, il lavoro passa ai figli e ai nipoti” ha spiegato Bertinelli.

“Quali obiettivi futuri vi siete dati?” chiede un’ospite.

“Uno è certamente quello di abbassare l’età media dei consumatori. Qualcuno vede il Parmigiano Reggiano come qualcosa di legato al passato. Dobbiamo svecchiare questa immagine: non solo un formaggio da grattugiare sulla pasta, ma anche un pasto veloce – prima o dopo l’attività sportiva –, un aperitivo con gli amici, una coccola serale sul divano. Di solito le cose buone fanno male alla salute, il Parmigiano Reggiano è un’eccezione, anche dal punto di vista nutrizionale. Può diventare anche una destinazione turistica, come il Chianti: si pensi che uno straniero su tre sceglie dove andare in vacanza anche per motivi enogastronomici. Puntiamo a 500.000 visite ai nostri caseifici nei prossimi cinque anni. La mia preoccupazione è che il territorio non sia ancora pronto in termini di accoglienza alberghiera e trasporti” risponde Bertinelli.

“Come fare?” domanda un altro ospite.

“Investiamo 42 milioni di euro in comunicazione e marketing. Siamo presenti nei primari contesti sportivi, come nei campi dove gioca Sinner, e siamo sponsor della squadra di football americano dei New York Jets”.

Alla domanda “È però un prodotto caro?”, il presidente cita con un dato: “Per produrre un chilo di Parmigiano Reggiano servono più di 12 litri di latte. È un prodotto di altissima qualità, molto diverso per costi di produzione e sapore dal ‘parmesan’ americano. Per questo siamo molto impegnati nella tutela: attraverso sistemi informatici avanzati monitoriamo i menù dei ristoranti che dichiarano di utilizzare Parmigiano Reggiano e poi effettuiamo verifiche dirette”.

Il pomeriggio si è concluso con una merenda a base di diverse stagionature di Parmigiano Reggiano, gentilmente donata dal caseificio Le Valli di Collecchio di Marino Vietta, che ha voluto sostenere l’iniziativa apprezzando il suo valore sociale e inclusivo. Un gesto concreto di vicinanza che ha contribuito a rendere ancora più speciale un momento già ricco di significato.

 

 

Sono stati attimi intensi ed emozionanti: Romina, in particolare, non ha trattenuto la gioia, scoppiando in lacrime dopo aver scattato una foto con Bertinelli.

Le storie di Bertinelli e degli ospiti si incontreranno nuovamente durante una prossima visita a un caseificio del Consorzio, per conoscere da vicino come nasce il formaggio più buono del mondo.

 

 

“Un grazie a Nicola – così ha chiesto di essere chiamato – per la disponibilità, la chiarezza e l’empatia dimostrate, qualità che hanno conquistato tutti i presenti e che rendono onore alla sua persona e all’ente che guida”, ha commentato Annalisa Pelacci, presidente di Proges, che ha dato appuntamento a tutti al prossimo incontro presso la Casa per Anziani e Centro Diurno Sidoli con Sabire Parmegiani, dirigente della Squadra Mobile di Parma.

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